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REGGIO. Falcomatà i rifiuti e i lordazzi

REGGIO. Falcomatà i rifiuti e i lordazzi
da Fb UNO. Sul finire dell’anno scorso il sindaco Falcomatà ha pubblicato un video in cui si vedono alcuni cittadini che abbandonano illecitamente i propri rifiuti. Nel titolo del video c’è la parola LORDAZZI che nel lessico reggino evoca una sporcizia non soltanto fisica ma anche umana, segnala un’incapacità radicale a vivere col resto della comunità rispettandone le regole elementari. Un messaggio pesante che è lecito immaginare sia stato usato consapevolmente e provocatoriamente dal primo cittadino.

DUE. Al video è seguito un dibattito nervoso e confuso con l’inserimento di forze che si sono preoccupate di saltare addosso al sindaco o di elogiarlo: due posizioni lontane dall’interesse dei cittadini e della pulizia. Stiamo vivendo in Italia e anche a Reggio una furiosa campagna elettorale da oltre un anno e tutti i gesti sembrano finalizzati a guadagnare o far perdere all’avversario un pugno di voti e un po’ di consenso. Sia le maggioranze che le opposizioni sono dentro questa trappola. Dal dibattito spariscono punti e domande centrali: Reggio è sporca o pulita? Può essere più pulita? Perché non ce la fa? Domande che non devono né possono nascondere le responsabilità diverse e diffuse sui ritardi in un settore vitale. Siamo partiti in ritardo con la differenziata.Meglio tardi che mai ma ora ci tocca correre. Piaccia o no (insulti reciproci a parte) il problema è: cosa si deve fare per uscire subito da una condizione che diventa sempre più insopportabile?

TRE. Questo giornale in tempi insospettabili (c’era un altro sindaco) ha sostenuto che non sono possibili città pulite se non si riesce a tenere insieme strutture adeguate e impegno dei cittadini, tutti e nessuno escluso. Storicamente a Reggio la nettezza urbana (e non soltanto essa) è stata utilizzata per la raccolta più che dei rifiuti del consenso; cioè, per fare clientelismo. C'è un problema di fondo che riguarda le strutture e il servizio. Ma, qui ed ora, non è questo il problema. Il punto è che non viene fatto lo sforzo necessario per far comprendere alla città il valore strategico della propria partecipazione alla battaglia – pardon, alla guerra - per una città più pulita. Se ogni cittadino di Reggio, al di là della propria professione e del reddito, non dedica qualche minuto al giorno alla pulizia della città, Reggio non lo diventerà mai se non moltiplicando parecchie volte le attuali tasse che sono già insopportabilmente alte (e non è neanche detto che sia possibile riuscirci). Siamo circa 180mila. Togliamone 80mila tra anziani, bambini, ammalati e persone con problemi. Se gli altri 100mila dedicassero 5 minuti cinque ogni giorno ai rifiuti Reggio potrebbe schierare, accanto alle strutture, altre mille e duecento giornate di lavoro di 7 ore tutti i giorni dell'anno.

QUATTRO. L’abbandono dei rifiuti per le strade è un problema gravissimo. Per il decoro a cui tutti hanno diritto ma anche fonte di pericolo per i reggini costretti a vivere lì accanto. Se una critica si può fare a Falcomatà non è quella della ruvidezza del video ma che avrebbe dovuto pubblicarlo prima. Ci sono zone della città luride e ignobili, soffocate dai rifiuti. Chi scrive può testimoniare l’efficacia del servizio a domicilio dei rifiuti ingombranti. Basta telefonare e vengono ritirati. Se si abita ai piani alti e non si è in grado di portarli al piano terra con una piccolissima spesa il servizio provvede. E oltre una certa età il servizio al piano è gratuito. Ma i reggini, in grande parte, preferiscono liberarsi dei rifiuti in modo corsaro.

CINQUE. E tuttavia questo è solo parte del problema. Ne pongo qui altri due di valore centrale per la pulizia complessiva della città. Esiste un’ordinanza del 2015 per cui i rifiuti devono essere collocati nei cassonetti tra le 17 e le 22. Il motivo è chiaro: dopo quell’ora vengono ritirati e la mattina dopo si trova la città pulita. Ma i reggini chissà perché non ci stanno. Si tengono la spazzatura in casa l'intera notte assorbendosi i miasmi della sporcizia e poi la mattina, quando escono per andare a lavorare, ficcano nei cassonetti i rifiuti rifilandoli a tutta la comunità per tutto il giorno. Eppure basterebbero pochi minuti, nell’avanzato pomeriggio o la sera, per liberarsi dei rifiuti che verrebbero (certo, quando il servizio funziona!) ingoiati e fatti sparire entro poche ore. Inutile dire che l’accumulo di rifiuti fin dalle primissime ore del mattino intasa rapidamente i cassonetti e i rifiuti pian piano vengono abbandonati accanto moltiplicando il lavoro e la sporcizia che chiama altra sporcizia (per non dire dell’estate caldissima di Reggio coi rifiuti a oltre 30 grandi per l’intera giornata). Lavoratori, impiegati, insegnanti, commercianti, casalinghe che vanno alla spesa escono da casa col pacco della spazzatura e se ne liberano. Possibile che non si possa (diciamo 4 minuti) fare l’operazione la sera precedente? Caro Falcomatà, emarginati e ceti deboli che gettano rifiuti per le strade sono LORDAZZI, ed è vero. Ma anche i/le professionisti/e benvestiti/e che ci costringono a vivere, violando un'ordinanza, un’intera giornata coi loro rifiuti sono LORDAZZI, o no? E’ un punto su cui non c’è sufficiente attenzione. Controprova: di fronte a migliaia di violazioni quotidiane dell’ordinanza sindacale quante sono le contravvenzioni giornaliere che vengono fatte contro questi LORDAZZI? Non sarebbe male che il Comune chiarisse il dato ai cittadini.

SEI. Seconda questione. I cassonetti, soprattutto per plastica e carta/cartone, vengono molto spesso riempiti d’aria provocando tutt’intorno sporcizia. Mi spiego. Se si ficcano tre grandi scatoli il cassonetto si riempie: chi arriva dopo abbandona quel che ha in terra lì accanto (non lo so, ma credo dovrebbe essere vietato abbandonare i rifiuti fuori dal cassonetto). Se invece gli scatoli vengono ridotti a fogli e pressati ne entrano più di trenta, cioè dieci volte di più. Idem per la plastica. Le bottiglie e gli altri contenitori si possono ridurre di oltre un terzo spendendo qualche istante. E’ raro trovare rifiuti trattati perché significa “perdere” qualche minuto (non più di 4). Se poi si tratta di cassonetti vicini a un mercato o a un bar, negozi, farmacie e qualche bottega alimentare, a un verdumaio siamo al disastro. Sugli scatoloni troneggia l’indirizzo a cui sono stati recapitati, le cassette di legno della frutta sono lì con le marche, i rimasugli di bar e commercianti sono tutti facilmente rintracciabili. LORDAZZI anche lì: per qualche euro di lavoro in meno si crea disordine e sporcizia. E i cittadini (sbagliando) gettano carte automaticamente pensando: tanto è già tutto lordo.

SETTE. Torno al video. Ho già detto che il sindaco ha fatto bene a provocare. Ma le telecamere, non per giustizia sociale ma come scelta strategica funzionale a raggiungere l’obiettivo, vanno distribuite anche nei quartieri “buoni” della città altrimenti il sospetto che si tenti di scaricare tutto sulle fasce e i ceti più deboli (che non fanno opinione e/o consenso) toglierà credibilità all’operazione.
Chiudo (non lo faccio mai) con un ricordo personale. Tanti anni fa una mia amica è scesa dall’auto all’imbrunire. Ha preso i pacchi dell’immondizia dal sedile posteriore e s’è incamminata verso casa. Ho pensato fosse impazzita e le ho chiesto. Aveva visitato quattro punti trovando i cassonetti pieni e s’era riportata a casa la spazzatura. “La getto domani. Mica potevo buttarla per la strada!”, ha concluso. La mia amica veniva dalla Brianza ed ha amato la città di Reggio come moltissimi reggini non riescono a fare. Ma solo quando riusciremo a fare (non a pensare, ma a fare) come lei Reggio diventerà pulita e quelli che usano la spazzatura per fare soldi o carriere verranno isolati e sputtanati.