Direttore: Aldo Varano    

Riace come Gerusalemme. Crocifiggete Lucano, in Calabria va tutto infangato. Buon Natale!

Riace come Gerusalemme. Crocifiggete Lucano, in Calabria va tutto infangato. Buon Natale!
riace   “Non ho la presunzione di interpretare la volontà di Gesù, ma non credo che se Egli devesse rinascere potrebbe scegliere una stanza di albergo di quattromila euro a notte. Forse opterebbe per una cella di carcere o per una stazione centrale dove si trovano gli “scarti" dell’umanità

Povero Gesù si è fatto uccidere perché gli uomini fossero uguali e troverebbe un mondo dove le disuguaglianza sono più marcate che mai. Comunque, se fossi nelle condizioni, gli consiglierei di scegliere il “villaggio globale di Riace”. Qualcuno, visitando Riace ha definito il suo sindaco un “visionario”. Si può essere d’accordo! Anche Tommaso Campanella fu visionario immaginandosi la “Città del Sole” ma  non ebbe la possibilità di sperimentare le sue teorie. Certamente “visionari” furono gran parte dei nostri ribelli definiti “briganti”, così come lo furono i contadini che occuparono i latifondi incolti oppure i giovani che, anni più tardi, andarono all’assalto del Cielo sognando “la fantasia al potere”.

Il sindaco di Riace incarna la continuità di un pensiero ribelle. Egli amministra un piccolo paese ma i confini dentro in quali si muove sono quelli del mondo o meglio dell’Umanità.  Nel “villaggio globale” si entra da una piccola porta di legno con sopra scolpite le vicende degli uomini di oggi che fuggono dalle guerre e dalla fame alla ricerca di pace. Tutto ciò che troverete in questo piccolo spazio parla del mondo, anzi di come questo potrebbe essere e non è.

Tutto è allestito come in un presepe. Al centro non c’è la Grotta ma l’Idea. Gesù è assente ma nello stesso tempo è presente con un Inno all’amore ed alla pace tra tutti gli uomini. Un messaggio che trasuda da ogni angolo del piccolo “villaggio”.

Non troverete i classici pastori ma le indicazioni per un viaggio nello spazio e nel tempo. La storia che si divincola le tante mani dei disperati della terra raffigurati mentre stanno per essere inghiottiti dal mare. Un veliero alla deriva. Poi lo sconforto si trasforma in speranza nei “catoj”, divenuti laboratori, ed in cui ragazzi del posto e rifugiati di ben 23 nazionalità lavorano e vivono insieme.

Riace, non è il Paradiso semmai un laboratorio dove “mani” che implorano aiuto e mani di colore diverso si stringono insieme.  Si potrebbe onorare il Natale in maniera migliore? Alcuni murales sono particolarmente significativi: le madri di Plaza de Maio con il volto della Madonna che si incarna in ogni mamma. Non c’è odio in quel murales ma un ammonimento: “Erode” può sempre rincarnarsi ed uccidere degli innocenti. Ed ogni “potere” tende a diventare Erode lo dimostra il martirio di Aleppo, di Bagdad, di Kabul.

Al centro di un altro murales, la storia di un calzolaio di Riace: Cosimo un “fuorilegge”! Anche Gesù è stato “fuori” dalle legge dell’Impero ed infatti è stato condannato a morte.  Come dicevamo all’inizio, Egli ha avuto il coraggio di ribadire l’uguaglianza di tutti gli uomini in un mondo diviso tra “liberi” e “schiavi”; “patrizi” e “plebei”. Nel centro di Riace, su un murales si può leggere la storia di Cosimo. L’anarchia e l’utopia di un calzolaio che ha trascorso in carcere ben quindici anni della sua vita.  La sua ultima impresa è stata il furto di un furgone di formaggi della Galbani rubato a Milano per distribuire la “refurtiva” tra i barboni della stazione centrale. In una società ipocrita, bacchettona e perbenista, come quella attuale, chi avrebbe avuto il coraggio di mettere al “centro” di una scena un fuorilegge come Cosimo?

Ho scritto queste mie impressioni sullo “strano” Presepe tempo addietro, molto prima che la rivista “Fortune” includesse il sindaco di Riace nella sua graduatoria. Lo ripropongo oggi, mentre il Presepe è allestito, solo perché si tende a mettere Mimmo Lucano sotto attacco. Tutto ciò che di bello si riesce a costruire in Calabria bisogna infangarlo e vedrete quanto fango si getterà sull’esperienza di Riace.

La Calabria è la nostra Terra e non dovremmo consentire ad alcuno di sfregiarla e la presentarla come un covo di criminali. C’è chi ha interesse a farlo e ci sono calabresi noti- o molto noti- che sono molto bravi su questo terreno.

Auguro un Natale sereno a tutti ma quando metteremo gli addobbi natalizi negli scatoloni ricordiamoci che la pace, la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, il riscatto della Calabria non sono doni che portano i Re Magi.

Dinanzi alla “Grotta” solitamente si fanno tanti buoni propositi, quest’anno, vi chiedo di aggiungerne uno in più: un impegno straordinario per salvaguardare la pace nel mondo, lo Stato di diritto in Italia ed in Calabria, la sacralità e l’inviolabilità della persona umana.

Fatelo in nome dei vostri figli, delle persone a cui volete bene, delle donne e gli uomini di tutto il mondo.

Forse – e per alcuni- avrà meno valore di una Messa o di una preghiera, ma sarà il modo migliore per rendere onore alla Grotta di Betlemme.

Buon Natale a Tutti!