Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Parcheggi e sedie metropolitane

REGGIO. Parcheggi e sedie metropolitane
la sedia  Città metropolitana, ormai è una certezza, noi reggini siamo cittadini metropolitani… Ma in realtà, ce lo meritiamo?

Ogni mattina per esigenze lavorative tra le 8,00 e le 8,30 percorro il tratto cittadino compreso tra piazza De Nava, viale Amendola, piazza del Popolo, via Roma e via Veneto alla ricerca di un parcheggio per la mia auto.

La cosa si presenta abbastanza difficile, considerato che la zona in questione è centrale con la presenza di uffici ed esercizi commerciali di ogni tipo, c’è il macellaio, il salumiere, il distributore di benzina, la parrucchiera, il fioraio, la ferramenta ed il fruttivendolo.

Ecco che a questo punto il parcheggio da difficile diventa IMPOSSIBILE a causa… ”ra SEGGIA”. Sì la piccola, sporca e sgangherata sedia di plastica che può essere all’occorrenza un bidone di plastica o una cassetta di legno!

Questi oggetti, sistemati a regola d’arte in prossimità’ degli esercizi commerciali elencati, occupano il posto che in teoria sarebbe libero per il mio tanto agognato parcheggio, dico in teoria perché in pratica l’odiosa ”seggia” al mio arrivo sembra prender vita e con un sorrisino, quasi con un ghigno sfottente, mi guarda e mi dice  “….e no qui’ non si parcheggia caro mio, questo posto è riservato alla moglie o al marito del negoziante è riservato all’amico o meglio ancora al compare di turno”.

A questo punto io cittadino metropolitano ho due possibilità:

a)      mi fermo, sposto “a seggia” e parcheggio, affrontando cosi, una accesa discussione con il mio concittadino metropolitano, che con fare arrogante e prepotente in maniera convinta mi urla che “a seggia” gli dà diritto al posto.

b)      mi rassegno e vado avanti fin quando non trovo un parcheggio che non sia in divieto di sosta o sulle strisce pedonali o davanti ad un passo carrabile oppure occupando un posto riservato ai concittadini metropolitani invalidi. Insomma un normalissimo parcheggio che un normale cittadino, metropolitano e non, dovrebbe non fare.

Cari concittadini, fregiamoci di questo titolo, ma permettetemi di dire che la strada per meritarcelo è ancora molto ma molto lunga.