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LA STORIA. L'ultima corsa di un ferroviere reggino

LA STORIA. L'ultima corsa di un ferroviere reggino
fiumara Mico ha un fratello, Tonio, che abita a Torino. Meglio, aveva un fratello, che abitava a Torino. È morto domenica. Ha lasciato le ultime volontà. Ha scritto di voler essere cremato e ha disposto che le ceneri, conservate nell'apposito vasetto, vengano portate dal fratello minore Mico da Torino a Reggio Calabria. In treno. Ha scritto proprio cosi: che le sue ceneri vengano portate a Reggio Calabria in treno. Si, perché il fratello di Mico era ferroviere, uno di quelli vecchio stampo, quelli che "oggi domani un posto alle ferrovie..". Uno di quelli che consideravano "il posto statale”, quando erano statali le ferrovie, un grande onore, un privilegio.

  Dunque, Tonio, il fratello di Mico, ha disposto che quest'ultimo lo accompagni nell'ultimo viaggio in treno, fino alla sua terra natia, dalla quale era dovuto andare via perché aveva vinto "quel concorso".

Così, Mico prende la valigia, il cappotto e il vasetto e sale sul treno verso Reggio.

Il treno non è affollato. È un treno di quelli moderni e veloci, che anche Mico è ferroviere e viaggia gratis e in prima classe. Mico abbraccia il vasetto con il braccio destro e con il sinistro porta la piccola valigia. Inizia l'ultimo viaggio del fratello minore e di quello maggiore, in silenzio.

Mico si siede nello scompartimento e accomoda il vasetto accanto a sé, con cura, quasi accarezzandolo. Senza fretta. Il treno comincia la sua corsa verso il Sud, dapprima lento..quasi restio. Poi, rassegnato, con uno sbuffo veloce si tuffa nella notte.

Mico appoggia la mano sinistra sul vasetto, la ceramica fredda sotto il palmo e gli occhi chiusi, le immagini scorrono lente sotto le palpebre: il cortile della casa sopra il mare, lui e i suoi quattro fratelli. Tonio il primo, lui il quinto. La merenda delle cinque, le figurine dei calciatori in tasca, le corse fino alla fiumara per bagnarsi i piedi dentro l'acqua gelida. I racconti dei più grandi sulle facce stupite dei più piccoli. Questo viaggio è troppo breve Tonio.. per farci stare dentro tutti i ricordi.

Il sole della Calabria acceca, e sveglia.. il caffè nel thermos è tiepido ma necessario. Il treno a Villa San Giovanni si ferma venti minuti.

Il viaggio è al termine fratello, ho seguito le tue istruzioni, ti ho fatto fare l'ultima corsa in treno, sulla costa Calabra abbiamo salutato il mare con i nasi appiccicati sul vetro, e siamo scoppiati in una risata inutile che non dimenticherò mai.
Il vasetto sul comò della camera da letto ci starebbe benissimo se solo si potesse.. Ma i vasetti vanno dove devono andare e gli uomini pure. E le ceneri al vento.

Il viaggio è terminato alla stazione centrale di Reggio Calabria. Le ultime volontà dell'uomo che è tornato cenere sono quasi compiute. Gli uomini si devono separare prima o poi. Possono fare viaggi insieme, lunghi o corti, entusiasmanti o pacati, tenendosi per mano o appoggiandosi l'un l'altro, ma viene il momento in cui devono separarsi, darsi le spalle e seguire ognuno il proprio destino.

È tempo di essere granelli nello spazio infinito. Mico è arrivato fino alla fiumara. Apre il vasetto e lo capovolge sorridendo. La polvere veloce si trasforma in vento e acqua. ... e lascia Mico da solo con i piedi bagnati di acqua gelida.