Direttore: Aldo Varano    

FAVOLA CALABRESE: emigrazione al contrario

FAVOLA CALABRESE: emigrazione al contrario
favo   Questa che stiamo per raccontarvi, con tanto di fotografie a corredo, e’ una delle favole calabresi più belle degli ultimi tempi. Il personaggio principale si chiama Stefano Caccavari, nemmeno 30 anni, quello che ha inventato – tanto per capirci - l’orto di famiglia e il Mulinum a San Floro, alle porte di Catanzaro.

  Di lui hanno già scritto giornali in tutt’Italia e all’estero, perché è l’esempio di una Calabria positiva, concreta, non piagnona, utile a se’ stesso ma anche agli altri. Sentite, infatti, che e’ successo dopo che ha avviato il progetto del mulino. ‘’Vi racconto – mi dice Stefano in una plumbea mattina di domenica - una storia: nel mese di dicembre ricevo una mail, mi veniva chiesto se era possibile spedire le farine all’ estero. La richiesta arrivava da un ragazzo di Catanzaro che lavorava in un noto ristorante di cucina italiana ma all’estero, a Londra esattamente. Nel mese di Gennaio ho conosciuto personalmente Santo e il suo amico Simone, entrambi compagni di lavoro, esperti di prodotti da forno biologico, pizza e pane’’.

  Ma il bello deve ancora venire: ‘’La notizia incredibile – prosegue - è che dopo avergli raccontato del progetto Mulinum entrambi i ragazzi si sono licenziati dal lavoro a Londra per venire a lavorare con noi in Mulinum, qui a San Floro nel primo mulino biologico dei contadini, dove il grano diventa farina e la farina un prodotto da forno. Mi piace chiamarla emigrazione al contrario, mi piace pensare che i nostri talenti possano tornare a casa per lavorare e fare la differenza. Partendo subito dalla Terra e dai suoi prodotti accompagnati dal mitico zio Franco per raccogliere le prime verdure e fare le prime prove ed esperimenti’’.

favo1
   I due ragazzi sono immortalati in foto, bianchi di farina e con tanto di grembiule. E’ una storia meravigliosa, che certo non cambia il volto complessivo della Calabria sofferente per tanti aspetti ma che ci dice una cosa semplice semplice: finiamola con una lamentazione arida che non porta a nulla. Finiamola con un racconto unicamente distruttivo della nostra terra. Chi scrive oggi di queste cose parla spesso di altro e di cose che non vanno ma non può esserci un racconto univoco e a senso unico. Così non va, anche e soprattutto perché’ non è veritiero.
  Caccavari ci prega di un’altra cosa: ‘’Cari amici raccontatelo in giro, ditelo a tutti che in Calabria si possono creare posti di lavoro, che in Calabria qualcosa di bello può accadere. Presto vi mostreremo le nostre pizze e pani speciali. Per chi ci crede in noi, per chi crede nel nostro progetto mulinum e ci vuole investire e diventare nostro socio basta contattarmi privatamente. Ho ancora delle quote disponibili’’.

  Questo ragazzo di San Floro, Calabria centrale, ci dice un’altra fondamentale cosa: si può cambiare verso, basta provarci. Ci dice che una Calabria diversa e’ possibile e che e’ nelle nostre mani, al di là ed oltre la cattiva politica, la cattiva imprenditoria, la cattiva società. Al di là ed oltre la ‘ndrangheta, i cattivi maestri, i soloni del non far nulla, del nero spinto a più non posso. Diamo spazio ai Caccavari - tanti o pochi che siano - che ci sono e poi vediamo chi é in grado di mutare la narrazione della Calabria in concreto e non a chiacchiere.