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COSENZA. 12 aprile 1943, la città viene bombardata. 70 le vittime che nessuna targa ricorda

COSENZA. 12 aprile 1943, la città viene bombardata. 70 le vittime che nessuna targa ricorda
csbombardata «Il nemico non ha voluto risparmiare dai suoi attacchi la nostra città indifesa, il bombardamento di ieri non trova spiegazione se non nella inumana brutalità degli angloamericani, che vogliono sbarrarci il passo ogni qualvolta noi italiani ci mettiamo in cammino per guadagnare il nostro posto al sole». Così il federale del partito fascista a Cosenza commentava sul giornale Cronaca di Calabria l’offensiva della Royal Air Force inglese sulla città bruzia.

Il 12 aprile 1943 è una data che i cosentini ricordano con terrore. Infatti molte bombe sganciate dalla RAF caddero, per la prima volta dall’inizio della Seconda guerra mondiale, sulla città bruzia causando oltre 70 vittime civili, numerosi feriti e ingenti danni.  

Circa sei mesi dopo questo attacco aereo, precisamente l’8 settembre 1943, l’Italia firma l’accordo di armistizio con le forze angloamericane. È la fine di un incubo, rappresentato dalla dittatura e dalla violenza fascista che portò in meno di 20 anni la nazione allo sbaraglio e alla guerra civile. È anche l’inizio della Resistenza, forse il periodo di maggiore orgoglio per il popolo italiano.

«La finalità dei bombardamenti – spiega Vincenzo Antonio Tucci – era interrompere ogni via di comunicazione utile alle forze nemiche e, quindi, il target risolutivo era colpire primariamente la ferrovia, le strade e i ponti; nell’attacco le esplosioni avvennero lungo lo scalo ferroviario, sulla riva del fiume Crati». E infatti la stazione ferroviaria viene distrutta, quel giorno muoiono molti agenti in servizio. Viene bombardata anche la scuola dello Spirito Santo. Dopo il 12 aprile 1943 altri attacchi aerei colpiranno, invece, il teatro Rendano e la biblioteca civica.

Fedele Sirianni, responsabile della gestione della sicurezza per le Ferrovie della Calabria, appassionato di storia, ha svolto in questi anni una accurata ricerca raccogliendo testimonianze e dati reali su questo importante avvenimento. «La memoria – dice Sirianni – è parte integrante di una società democratica. Insieme ad altri cittadini nel 2012 abbiamo ricordato le vittime civili causate dall’attacco anglosassone. Credo – continua – sia necessario dedicare ai nostri concittadini morti una lapide o una targa nei pressi della stazione ferroviaria. Il Comune, al di là delle solite passarelle, ha il dovere di provvedere».