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IL RICORDO. Franco Ambrogio su Villari: la scienza della storia e la politica come passione

IL RICORDO. Franco Ambrogio su Villari: la scienza della storia e la politica come passione
ambrvill Ci ha lasciato Rosario Villari, morto all’età di 92 anni. Era un calabrese, un uomo del sud, noto soprattutto per i suoi manuali di storia, sui quali hanno studiato generazioni di studenti.  Ma Villari era anche altro, molto altro. Lo hanno ricordato come effettivamente era: non certo il tipico storico accademico che disdegnava il dibattito pubblico. La sua vita di studioso è al contrario stata accompagnata fin dalla giovinezza dalla passione politica e dall’attenzione ai problemi sociali.

Rosario Villari era nato a Bagnara Calabra, dove aveva partecipato ai movimenti dei contadini per la riforma agraria. Il Sud, la questione meridionale, le tematiche dello sviluppo, sono stati alcuni dei temi centrali dei suoi saggi, tra cui “Mezzogiorno e contadini nell’età moderna” e “Il Sud nella storia d’Italia”. 

Era uno storico di formazione marxista, anche se di un marxismo aperto, mai ortodosso, riformista. Era stato membro del Comitato centrale del Partito comunista e deputato dal 1976 al 1979: eletto come capolista nella sua Calabria.

  Lo ricorda bene Franco Ambrogio, che all’epoca era il segretario regionale di quel partito e volle candidare Villari in cima alla lista dei candidati alla Camera. ‘’Pietro Ingrao – dice Ambrogio – che era stato capolista nel 1972 non intese più presentarsi in Calabria e quindi ci trovammo a discutere della soluzione da dare, in una riunione a Botteghe Oscure con Berlinguer, Bufalini, Chiaromonte. In quella riunione venne fuori la proposta accettata da tutti di candidare capolista Rosario Villari insieme al sottoscritto. La proposta rispondeva all’esigenza di presentare un partito aperto alla società e al mondo della cultura, impegnando uno degli uomini più prestigiosi della cultura storica italiana. De resto Villari aveva mantenuto un rapporto solido e duraturo con la sua terra e ricordo, tra l’altro, come partecipò al comitato di redazione della rivista Lotta Calabrese, il mensile teorico del Pci, e scrisse poi diversi articoli sul quindicinale questaCalabria, in cui erano impegnati giovanissimi intellettuali alle loro prime esperienze’’.

  Ambrogio ricorda come Villari sia stato un militante politico ben prima di quella candidatura del 1976. ‘’Ho ritrovato – dice – il documento in cui e’ segnalata l’iscrizione di un giovanissimo Rosario Villari alla Federazione Giovanile del Pci di Reggio Calabria nel 1945. Nella temperie della battaglia sociale e politica di quegli anni Villari prese parte al movimento contadino dirigendo le lotte nella zona di Caulonia. Successivamente si spostò a Napoli all’Università, ma nello stesso tempo diviene redattore di una prestigiosa rivista, Cronache Meridionali, diretta da Giorgio Amendola, Francesco De Martino e Mario Alicata. Qui dispiegò la sua passione meridionalista. Nel 1956, durante la tragedia dei fatti d’Ungheria, é uno dei firmatari del documento di dissenso dalle posizioni ufficiali del Pci, insieme a tanti altri intellettuali di grande prestigio. Nonostante quel dissenso decise di non lasciare il partito’’.

  Villari storico non è stato solo l’autore del fortunatissimo manuale ma la firma di studi fondamentali sul Seicento, come “La rivolta antispagnola a Napoli”. Per Villari la storia era movimento, apertura, nei limiti del rigore storiografico. Lo impauriva quella che definiva la “frammentazione e trivializzazione della storiografia” e anche un certa spettacolarizzazione dilagante.

‘’L’ultimo suo libro – riprende Ambrogio - Un grido di libertà gli costò 12 anni di ricerche tra Roma, Napoli, Londra, Madrid, Parigi, Lisbona, il Vaticano e tante altre città. Un lavoro monumentale sui fermenti di libertà nel Seicento a Napoli. Era amico dell’altro grande storico europeo del Novecento, Eric Hobsbawm, l’autore tra l’altro del secolo breve’’.

Il ricordo di Ambrogio é nitido su quella campagna elettorale di 41 anni fa assieme a Villari, in una calda primavera del ’76, che poi portò il Pci al 34% dei consensi nella regione. ‘’Fu una campagna elettorale – dice – magica. C’era un clima oltre che di grande entusiasmo di partecipazione di strati diversi da quelli tradizionalmente vicini al Pci e di una moltitudine di ragazze e giovani che costituirono la base di una nuova leva di dirigenti del partito. Una vera e propria rifondazione del Pci. Gli interventi di Villari nelle piazze di tutta la Calabria erano lontane da una propaganda spicciola ma intrisi di pensieri profondi sul meridionalismo e sulla particolarità della condizione calabrese. Volle che andassimo insieme a parlare nel suo paese, a Bagnara, e lì pronunciò un vero e proprio manifesto da appassionato meridionalista, con un amore sviscerato per la sua terra. In quegli anni riprese le sue elaborazioni sul Mezzogiorno in una fase di crisi della politica governativa fondata sull’intervento straordinario e in numerosi articoli e saggi riflette’ su questa crisi e indicò alcune linee fondamentali di una seria politica meridionalista’’.

Quale fu il suo contributo da deputato? ‘’Si impegnò -risponde Ambrogio- nella critica di questa politica governativa e insieme a noi tutti partecipò ai dibattiti sui temi caldi dell’epoca, Gioia Tauro e la crisi delle industrie, la difesa del suolo e naturalmente prese parte al dibattito sui tempi più acuti di quella fase come il terrorismo. Nel 1979 non volle più ricandidarsi. Il mestiere di storico era la sua vita. Io ho avuto la fortuna nel corso di quegli anni e ancora di più dopo negli ultimi anni della sua vita, di averlo come amico fraterno frequentandolo spesso nella sua casa a Roma insieme alla moglie, con infinite discussioni sulla Calabria passata e presente e sui modi come poterla fare uscire dalla sua condizione, con immutata curiosità e passione civile e politica. Anche nell’ultima telefonata di qualche settimana fa abbiamo parlato di queste cose. La cultura e la politica italiana perdono un punto di riferimento valido ancora oggi per le nuove generazioni. La Calabria perde uno dei suoi figli migliori’’.