Direttore: Aldo Varano    

LA CALABRIA e i PROVERBI. I litigi tra marito e moglie durano dal focolare al letto

LA CALABRIA e i PROVERBI. I litigi tra marito e moglie durano dal focolare al letto
letto Si vo’ campari sanizzu sanizzu / dopu chi mangi riposati un pezzu

Se vuoi vivere bene, dopo che mangi riposati un po’ recita il proverbio cui qualcuno aggiunse: non ti mentiri troppu p’ampizzu / chi po’ cadiri d’u matarazzu, cioè: cerca di stare al centro del letto altrimenti puoi caderne giù; una considerazione ironica, sicuramente non necessaria alla brevitas che deve contraddistinguere ogni prescrizione. Forse si voleva indurre il destinatario a non cedere al sonno profondo onde evitare inconvenienti come la caduta dal materasso.

Ma il soggiorno sul letto non necessariamente doveva coincidere con il sonno, a volte serviva solo per riposarsi alquanto prima di riprendere il lavoro: nta lu lettu fai du cosi / si non dormi ti riposi.

Per un’altro proverbio (Cortellaro,153) non è così: Stare a tavola  e ‘un mangiare, stare a lu liattu e ‘un dormire, aspettare e ‘un venire, su tri cose de murire, evidentemente in questo caso lo stare a letto che fa morire è quello patologico dell’insonne roso dagli incubi e dai pensieri deviati.  

Prestu a lettu / e prestu fora di lettu era regola diffusa nella civiltà contadina contrapposta allo sperpero di tempo dei ‘signori’: si veda l’incipit del mattino di Parini Sorge il mattino in compagnie dell’alba / ... / allora il buon villano sorge dal caro letto / cui la fedele sposa e i minor / suoi figlioletti intiepidir la notte.

Si non voi aviri di la vita sorba / curcati a Dimaria e lèvati ad arba, se non vuoi avere cose amare dalla vita (ricordiamo che le sorbe anche quando erano molto mature mantenevano il sapore asprigno che le caratterizzava) / coricati all’Avemaria ed alzati all’alba.

Infatti lu lettu / non fici mai beni, il letto non ha mai giovato, Lettu, focu e chiazza / mai ficiru bona razza, stare a letto o al fuoco o in piazza mai hanno fatto persone buone.

Cu dormi / non pigghia pisci è proverbio non solo calabro; conferma un proverbio siciliano (Santi Correnti, 310): Si vo’ campari l’anni di la cucca / sfarda stivali assai e linzola picca, se vuoi campare molti anni / sfascia molti stivali camminando e poche lenzuola.  

Il letto, e l’eros santificato, è anche il luogo della pace fra marito e moglie dopo i conflitti quotidiani: Li sciarri tra maritu e mugghieri / dùranu di lu focularu a lu lettu, i litigi fra marito e moglie / durano dal focolare al letto.

Il letto è infatti il luogo in cui la moglie non va risparmiata: non sparagnari  la mugghieri a lettu / chi l’autru ti la futti a lu ruvettu, ovvero la donna che rimane insoddisfatta eroticamente cerca soddisfazione anche nelle condizioni più disagiate, fino a fare l’amore su un letto di rovi.