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Molestie e violenze sessuali? E’ finito il patriarcato ma non s’accetta la svolta

Molestie e violenze sessuali? E’ finito il patriarcato ma non s’accetta la svolta
moles  C’è qualcosa di profondamente arretrato nel modo in cui il dibattito sulle molestie sessuali si è sviluppato nel nostro Paese. Del resto, l’Italia è in Occidente il fanalino di coda nel campo dei diritti civili e delle libertà individuali. Eppure mai come in questo caso sarebbe opportuno disinteressarsi del dito che indica la luna, e per una volta sforzarsi di cogliere l’essenza del problema.

Che è, mi pare, estremamente semplice: il patriarcato è ormai agli sgoccioli. La struttura gerarchica, simbolica e di potere che ha retto la comunità umana più o meno da quando siamo scesi dagli alberi è definitivamente lesionata e dunque non è più in grado di fornire né giustificazioni né coperture.

Soltanto all’interno di una struttura patriarcale, infatti, è concepibile la molestia sessuale: il maschio, monopolista della forza, procura il cibo e difende la prole, e per questo è gerarchicamente superiore alla femmina, di cui dispone a piacere e per il cui possesso si batte, nel caso, con altri maschi (è la storia dell’Iliade, il manifesto fondativo dell’Occidente).

Il patriarcato non prevede il consenso della femmina, la quale tuttavia riceve in cambio un’ampia discrezionalità nella gestione del focolare. Così ha funzionato, più o meno bene, la società umana fino ad oggi.

Il declino del patriarcato non è il frutto delle battaglie femministe (queste ne sono, al contrario, una manifestazione), ma di un mutamento oggettivo e naturale: in un mondo in cui la forza fisica conta sempre di meno – e presto potrebbe non contare più nulla, grazie alle macchine – anche il maschio, banalmente, è destinato a contare di meno. La divisione sessuale del lavoro non ha più senso, e piano piano ogni divisione sessuale perde di significato. Se donne e uomini sono uguali – non sul piano astratto del diritto, ma nel fuoco del mercato e della storia – non può più esistere una gerarchia sessuata.

Noi maschi non siamo affatto preparati alla svolta, e anche molte femmine paiono sgomente.

E qui veniamo al dibattito italiano sulle molestie. Anziché prendere atto di un fatto evidente, macroscopico e intollerabile, in Italia si è parlato di tutt’altro: la credibilità delle vittime, la loro malafede, il loro carrierismo, “tanto tutti lo sapevano già”, la lontananza nel tempo dei fatti denunciati, la gogna mediatica, i mandanti nascosti e gli obiettivi reconditi, “senza giudizio penale è soltanto gossip”, e perfino quanto possa essere eccitante e trasgressiva, nella coppia, una spruzzatina di violenza.

Questa è la posizione – articolata, seriosa, qualche volta persino convincente – del patriarcato colpito a morte.

Se non avessimo un forte inprinting patriarcale, se cioè non avessimo introiettato tutti, maschi e femmine, l’idea che la femmina sia in qualche modo un possesso del maschio, non ci verrebbe neppure in mente di discutere: semplicemente (come avviene nel mondo anglosassone) diremmo che ogni rapporto sessuale non consenziente – dalla pacca sul sedere allo stupro – è ingiustificabile e va condannato, indipendentemente dal suo eventuale risvolto penale. E diremmo anche che ogni rapporto sessuale asimmetrico – cioè fra due persone unite da una relazione di potere non paritaria – è un rapporto non consenziente. Punto.

La forza straordinaria del caso Weinstein, che ha prodotto e produce a cascata effetti in tutto l’Occidente, consiste naturalmente nella possibilità, offerta a tutte le donne, di uscire dal silenzio e prendere la parola; ma questa possibilità è tanto più reale e ampia, quanto maggiori sono i segni oggettivi del tramonto del patriarcato – oltrepassato, più che sconfitto, non dalle donne ma dalla storia, dalla civiltà e dalla tecnica.

Personalmente non amo i tribunali popolari, e non condanno nessuno. Ma mi auguro che le denunce continuino e si allarghino ad altri ambienti di lavoro, non per esibire qualche testa mozzata ma per far sì che non succeda più in futuro.

Nel nuovo mondo, non più patriarcale ma ermafrodito, le molestie non sono tollerabili, ma neppure concepibili. A me sembra, tutto sommato, un mondo migliore. Anche per noi maschi: scesi finalmente dal trono, possiamo goderci una lunga, meritata e serena pensione.