Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. All'UniTre l'omaggio della cultura reggina a Maria Callas

REGGIO. All'UniTre l'omaggio della cultura reggina a Maria Callas
callas Nel fitto bosco delle attività pomeridiane che le associazioni reggine organizzano, si trovano spesso dei fiori rari. Sono incontri emozionanti perché imprevisti, forse intuiti dalle premesse, ma non ti aspetteresti di trovare, a titolo completamente gratuito, un concerto come quello patrocinato dall’associazione Anassilaos con l’Università della Terza Età, l’Associazione Pentakàris e Sonartis Academy e organizzato dal dott. Biagio D’Agostino. Un piccolo concerto presso la sede dell’Università della Terza Età dove resta a disposizione un pianoforte a coda e si candida come luogo perfetto per incontri musicali.

Il concerto per i quarant’anni dalla morte della Divina Callas si è rivelato un piccolo gioiello: un viaggio nella vita della cantante lirica narrato da Prof. Martino Parisi con l’alternarsi di diversi brani d’opera al pianoforte solo e piano e voce. Le mani che raccontavano dal pianoforte erano del Maestro Andrea Calabrese e la voce impeccabile apparteneva al Soprano Maestro Liliana Marzano.

Già l’esordio con O mio babbino caro dall’opera Gianni Schicchi di Giacomo Puccini -cavallo di battaglia della Callas- ha dato modo al pubblico di cominciare ad apprezzare le doti della soprano Liliana Marzano; seguono altre arie quali Vissi d’arte dalla Tosca sempre di Puccini in una lettura appassionata e sincera, e Io sono l’umile ancella da Adriana Lecouvreur opera lirica di Francesco Cilea che il famoso musicologo romeno Roman Vlad ha definito una delle pagine più belle dell’intero melodramma. Ancora Puccini e dalla Boheme l’aria Quando m’en vo; ma la verve interpretativa della soprano si sposa alla perfezione con il magico Rossini sull’aria Una voce poco fa dal Barbiere di Siviglia facendoci vivere, per alcuni minuti, sospesi sul filo della sua voce.

La chiusura spetta a un classico del repertorio della Callas con Casta diva dalla Norma di Bellini. Non si può tacere, però, della bravura tecnica e interpretativa dell’altro protagonista di questa serata: il Maestro Andrea Calabrese che ha emozionato con l’intermezzo di Cavalleria rusticana di Mascagni e con l’interpretazione di La morte di Isotta di Franz Listz (uno studio ripreso dal Tristano e Isotta di Wagner) ha fatto vibrare i cuori.

La sala era piena e gli applausi scroscianti ma forse questo concerto meritava un auditorio più ampio, e la partecipazione più massiccia dei giovani allievi del conservatorio.

Quel pomeriggio tutti i presenti si sono accorti, senza ombra di dubbio, di avere ricevuto un dono.