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LA CALABRIA e i PROVERBI. Dicembre chiude l’anno

LA CALABRIA e i PROVERBI. Dicembre chiude l’anno
dicembre  Dicembri serra l’annu

Dicembre chiude l’anno, lo taglia, a seconda di come si vuole interpretare il verbo ‘serrare’.

I proverbi su dicembre si dividono tra meteorologia e prescrizioni per le feste:

Prima natali non friddu e non fami / dopu Natali lu friddu e la fami, Natale dunque come giorno discriminante tra il periodo che precede, in cui il bel tempo e la vicinanza con l’autunno fruttidoro aiutano a non patire il freddo e la fame, e quello che segue in cui aumentano le difficoltà per gli indigenti

A dicembre si allungano, sia pure di poco, le giornate: Di Santa Lucia a Natali / crisci lu jornu un passu di cani / E di Natali an poi / crisci lu jornu un passu di boi, mentre nella Calabria centrosettentrionale l’incremento del giorno è paragonato a un piede di gallina; di santa Lucia a la strina / nu pede di gallina; la strina, canzone natalizia utilizzata dai suonatori per lucrare cose mangerecce nei giorni del Natale, è qui  metonimia del giorno in cui si canta.

Di Santa Lucia a Natali / dudici jorna ndavi / e puru pe cu n’è sapi cuntari / sempri dudici ndavi.

Santa Lucia, protettrice della vista per superficiale derivazione etimologica del suo nome dalla Lux, oltre che dare inizio a giornate con più luce, è associata a Santa Barbara, protettrice degli artificieri leggendaria martire cristiana denunciata dal padre che non condivideva le sue scelte religiose; e, infatti, il delatore venne ucciso da un fulmine.

Santi Barbara e Lucia / quantu è bellu lu vostru nomu /tantu luntanu mi va ssu tronu era una formula pronunciata dalle nonne dopo ogni lampo per ottenere che il tuono collegato cascasse lontano.

Natali a lu suli e pasca a la nivi o, anche, a lu tizzuni, cioè al fuoco.

Senza zippuli e senza petrali / non si faci bonu natali, il proverbio ricorda che perché festa di natale sia occorre cucinare le crispelle (con lo zucchero o con le alici salate) la vigilia e i petrali, o protali, dolci di pasta frolla e ingredienti di frutta secca, caffè, cioccolato, vino cotto, miele, scorze di mandarino.

E costume che il Natale lo si passi in famiglia e che per la Pasqua sia lasciata liberta di scelta ai suoi membri: Natali cu li toi / e Pasca cu cu voi.

Ma in Sicilia ci sono prescrizioni differenti: <<A Sciacca è usato il proverbio: «Natali e Pasqua cu cu voi / ma li sdirri falli cu li toi» e a Scordia: «Sdirri, Pasqua e Natali su li triffésti principali» (P. Martino, Calabrogrecismi non bovesi, in I Dialetti meridionali tra arcaismo e interferenza, Palermo 2008, p.64); sdirri, per la cronaca, sono la domenica il lunedì e il martedì con cui si conclude il carnevale.