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CINEMA é/e FESTE4. Smetto quando voglio: un tuffo nella crisi universitaria

CINEMA é/e FESTE4. Smetto quando voglio: un tuffo nella crisi universitaria
smetto Il luogo geografico è la Capitale, l’ambiente è l’Università. Il tempo è oggi, il quotidiano percepito da tanti.

Dalle prime scene si delinea il tema: la difficoltà del lavoro. Il tema viene trattato con sensibilità. I fatti si evolvono e la soluzione richiama grandi film italiani: soliti ignoti, Totò, Gassman, Manfredi, Cardinale. I mostri sacri del nostro cinema. Accanto, in parallelo, si può intravedere un altro tema: la crisi dell’università italiana, specialmente nel Mezzogiorno. La trilogia di Smetto quando voglio è un poco di tutto.

I protagonisti sono ricercatori che non hanno trovato spazio nell’università. La loro bravura viene contrapposta alla supponenza, le capacità reali espulse e i giochi di potere. Le contraddizioni sono presentate in forma decisa nel primo film e nel terzo, mentre nel secondo il tema è meno esposto.

Il protagonista principale è Pietro un biologo che ha sviluppato un algoritmo fortemente innovativo. Il suo studio non viene considerato valido dall’accademia, ma si dimostra così efficace che applicato ai bordi della legge permette di produrre smart drugs meglio delle raffinerie della mala. Altri personaggi provengono dal mondo universitario, da cui, come Pietro sono stati brutalmente defenestrati. Alberto, chimico, lavapiatti in un ristorante cinese; Andrea, antropologo, passa le giornate cercando di farsi assumere da uno sfasciacarrozze; Mattia e Giorgio, latinisti fanno i benzinai; Giulio, medico, diventa combattente per scommesse clandestine. Un panorama complessivo di potenzialità bruciate.

La crisi dell’università rimane, di fatto, in ogni scena anche se trattata con delicatezza. Lo spettatore, tornato a casa, può verificare direttamente le contraddizioni. I mezzi a disposizione permettono di verificare in pochi click cosa accade. L’autoreferenzialità del sistema accademico oggi può essere facilmente svelata. Il trombonismo può suonare solo per se stesso. Gli strumenti per capire se ci sono autoreferenzialità e trombonismo sono stati messi a punto dallo stesso Ministero dell’Università (MIUR).

Il MIUR svolge con cadenza multi annuale una analisi di dettaglio della ricerca svolta nei Dipartimenti Universitari. È nata un’agenzia del MIUR, chiamata ANVUR, che verifica tutti i Dipartimenti italiani e pubblica i risultati. Basta cliccare sul sito dell’ANVUR e si possono conoscere tutte le classifiche, le posizioni in graduatoria: il miglior dipartimento italiano per ogni area, il peggiore, il posto in classifica di quelli della propria città. Insomma è tutto a portata di click.

Per molte aree scientifiche è possibile con qualche click sapere il livello di autoreferenzialità dei singoli ricercatori. Oggi uno studente universitario prima di seguire un corso, o quando entra a lezione può facilmente conoscere il profilo dell’insegnante che gli sta davanti. Su Google Scholar basta digitare il nome e scoprire quante citazioni dei suoi lavori sono state fatte e quindi se i suoi lavori sono conosciuti a livello internazionale o no. Meno popolare ma più tecnico è il sito SCOPUS dove di nuovo con pochi click si può sapere tutto quanto riguarda le pubblicazioni internazionali ed il loro impatto.

La trilogia scorre così su questi temi: il lavoro e l’università fanno sempre da sfondo, amaro. L’idea geniale dell’alternativa al lavoro legale è degna della migliore commedia italiana. Il primo ed il secondo film sono trasmessi dalle reti televisive in chiaro. Il terzo è ancora nei cinema. Una serata per sorridere, riuscendo nello stesso tempo a capire pezzi dei perché dei crolli delle iscrizioni in varie università e in tanti dipartimenti italiani.

Quale dei 3? Tutti, e poi possibilmente rivederli. Tutto merita: le figure di Mercurio e di Murena – Lo Cascio e Marcorè -; le citazioni -da Fuga da Alcatraz con Clint Eastwood a Roma di Fellini-; l’action treno intermodale con i sidecar, l’epilogo finale con un credere nonostante tutto nel nostro Paese.

*UniMediterranea