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La guida di Geracitano per difendere gli adolescenti dalla rete

La guida di Geracitano per difendere gli adolescenti dalla rete
pensa per postare

Se volete documentarvi sul cyberbullismo, dovete assolutamente leggere l'opera omnia del Collaboratore tecnico capo della Polizia di Stato Domenico Geracitano. Calabrese nato a Roma, desenzanese d'adozione, Geracitano è una sorta di auctoritas in materia, essendo alla sua quarta pubblicazione sul tema. Non è raro vederlo in televisione. Quando non è in servizio fa l’on the road negli istituti della Penisola senza soluzione di continuità per illustrare ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado i pericoli e le insidie insiti in un uso smodato, o privo di una guida dei social network, attraverso la connettività su dispositivi mobili.

Si tratta di percorsi utili a 'Fare rete' per orientarsi nella Rete. Stando al Censis, il 52% dei giovani di età compresa tra 11 e 17 anni subisce molestie e vessazioni riconducibili a episodi di bullismo. Un fenomeno in crescita, che interessa almeno un ragazzo su tre e che è destinato ad ulteriori escalation, in ragione del fatto che il 64% degli adolescenti in Italia dispone di uno smartphone. E senza un uso consapevole e responsabile, è come avere in mano un'arma che può essere utilizzata con modalità nocive. Insomma l'empatia e la conoscenza (la paideia degli antichi greci), in ultima analisi, sono gli strumenti attraverso cui combattere e prevenire la piaga giovanile del bullismo.

Nelle sue videolezioni  Geracitano è solito ripetere un motto di padre Pino Puglisi, sacerdote di Brancaccio, ucciso da Cosa Nostra nel 1993, ormai in odore di santità. "Se ognuno di noi fa qualcosa, allora possiamo fare tanto". Una massima di vita per Domenico. Usa una palla nelle sue lezioni, chi la possiede ha diritto di parola. Il suo penultimo libro ‘Internet un nuovo mondo costruiamolo’ è stato un piccolo caso letterario, ha venduto 10mila copie ed è stato adottato da più di cento scuole italiane. 'Pensare per postare' (Euroteam edizioni 2016) è la sua ultima fatica, un vademecum dalla divulgazione semplice e priva di allarmismi. Una scatola degli attrezzi utile soprattutto agli adulti. Il volumetto affronta una storia futuribile, ma non tanto, ambientata in un avvenire ormai prossimo, in cui per evitare il pianto a dirotto di un neonato, viene somministrato un tablet con effetti assolutamente deleteri a livello pedagogico per lo stesso.

"Questo libro nasce dall'esigenza di far capire ad ognuno di noi cosa e come potrebbe diventare la nostra vita, continuando ad affidarci solo a quella cosiddetta artificiale o meglio anche virtuale". Questo è l'incipit del libello curato con Simona Pilato, la psicologa Jessica Tinini e Patrizia Meo. Sembra di sentire echeggiare i toni da Armageddon della profezia del professor Stephen Hawking: "L'intelligenza artificiale sarà la fine dell'umanità". Anche se Geracitano sottolinea gli effetti benefici della rivoluzione tecnologica che ha investito i nativi digitali. Sarà l'inizio di un'addiction che condurrà Evaristo, questo il nome di fantasia del bebè in fasce, nei meandri di una sovraesposizione senza guide. I genitori sono affetti a loro volta da derive narcisistiche ossessivo-compulsive, o al più sono distratti. Di fatto postano su Facebook dalle ecografie agli istanti successivi alla nascita con regolarità e ricevono piogge di like in tempo reale. Accanto al racconto, che si dispiega in maniera scorrevole e traccia una storia di cyberbullismo con happy ending (non come quella di Carolina Picchio, primo caso di cyberbullismo in Italia, che viene evocata molto spesso nei dibattiti a tema), si trova un'appendice destinata soprattutto a genitori ed insegnanti, dove si riflette sulla web reputation.

Ciò che disseminiamo durante la nostra esistenza digitale rimane indelebile, al di là del diritto all’oblio e talvolta può essere un boomerang nel caso di scritti e scatti troppo audaci per chi è in cerca di un lavoro. Si parla anche della classificazione dei codici PEGI che si trova in calce ai giochi elettronici e si trovano nella pubblicazione molte altre notizie interessanti per chi ha figli in tenera età. Social network, grooming, sexting, vamping, flaming al termine di questa lettura saranno termini più comprensibili, ma anche trappole potenziali cui evitare di esporre i propri figli in questi tempi iperconnessi.