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IL CINEMA e la CALABRIA. 1897, il cinema sbarca a Cosenza e poi a Reggio

IL CINEMA e la CALABRIA. 1897, il cinema sbarca a Cosenza e poi a Reggio
cinema    Il 28 dicembre 1895, al Salon Indien di Parigi, ha avuto luogo la prima proiezione pubblica di spettacolo cinematografico a pagamento.

“L’arrivo del treno” in Calabria  è stato documentato  nel 1897 da “La Cronaca di Calabria”: ”Abbiamo avuto in questi giorni, offertoci dall’ottimo e instancabile cav. Alfonso De Maria, le trasmissioni del cinematografo, l’ultima novità del giorno, che  hanno avuto luogo al teatro Garibaldi il 7 febbraio. Il pubblico accorso non era numeroso e ciò fa torto a Cosenza. Il cinematografo offre quadri viventi, scene delle vita reale che son degne davvero di essere viste”.

La seconda proiezione ha avuto luogo il 14 marzo al Comunale di  Reggio Calabria.

Il primo regista calabrese è stato lo scrittore-giornalista e senatore Vincenzo Morello, detto Rastignac (Bagnara Calabra luglio 1860- Roma marzo 1933). Nel 1917 ha realizzato come regista, soggettista e sceneggiatore il film L’ombra del sogno, prodotto dalla “Tespi film” di Roma. In quegli stessi anni due sue commedieLa flotta degli emigranti (1907) e Il malefico anello (1909) sono state prese a soggetto per due adattamenti cinematografici dal titolo omonimo, realizzati rispettivamente nel 1917 e nel 1916. Incoraggiato da queste iniziative, Morello ha fondato, nel 1918, la casa di produzione “Libertas film”, con la quale, nel 1920, ha prodotto il film La valse ardente, tratto da un soggetto di Augusto Gemina per la regia di Torello Rolli, raccogliendo però uno scarso   successo di pubblico e di critica.

Alla esperienza produttiva non riuscita del senatore Morello fa seguito quella più fortunata dello scrittore calabrese Nicola Misasi, autore del romanzo La badia di Montenerodal quale viene tratto, nel 1921, il film omonimo prodotto dalla “Velia film” di Roma per la regia di Renato Bulla del Torchio.

Interpretato da Sari de Waidisch, Livio Ravanelli e Dillo Lombardi, il film racconta una storia d’amore e patriottismo ambientata in Sicilia all’epoca delle lotte risorgimentali, “lasciando lo spettatore completamente soddisfatto”, scrive C. Chistè sulla Rivista cinematografica di Torino.

Nel 1923 muore Misasi, ma si fa facendo strada un altro scrittore calabrese, Corrado Alvaro, a cui va il merito di una attività intellettuale che non si ferma alla sola letteratura, ma spazia anche nel campo dello spettacolo teatrale e cinematografico  attraverso la stesura di pagine di critica, di saggistica  e di sceneggiature cinematografiche (raccolte e pubblicate in Corrado Alvaro AL CINEMA, a cura di Gaetano Briguglio, Giovanni Scarfò, Soveria Mannelli 1987), contribuendo cosi a ri/scoprire uno spettatore e uno scrittore di cinema “d’eccezione”. Infatti già ai tempi del muto scrive il suo primo saggio su “L’estetica del cinema”(1926) e la sua prima sceneggiatura, L’angelo ferito (1927), scritta insieme al regista Ermete Santucci.

Racconta la storia di un circo di provincia che ha come principale attrazione una giovane e bellissima zingara che, esibendosi in costumi molto succinti, scatena violente passioni amorose, rimanendo vittima della folle gelosia di un pastore innamorato. Il film non viene distribuito nelle sale cinematografiche italiane perché l’unica copia della pellicola viene venduta ad un distributore americano per cinquantamilalire, che la esporta clandestinamente per distribuirla in quei paesi americani dove forte è la presenza degli emigrati ciociari del tempo.

Nel 1927 debutta a Hollywood il cinema sonoro (e un po’ anche parlato): The jazz singer. In Italia il primo film sonoro e parlato viene realizzato con il titolo   La canzone dell’amore (1930) di Gennaro Righelli, tratto dal racconto In silenzio di Luigi Pirandello.

Per superare le difficoltà del doppiaggio   e delle scritte sovraimpresse (poco gradite al pubblico), l’industria hollywoodiana realizza le “versioni nazionali” dello stesso film: ovvero la stessa sceneggiatura realizzata con attori di nazionalità diverse.

Tra gli altri giunge in America anche Alberto Rabagliati, vincitore del concorso “voci nuove” bandito dalla Fox. Ma l’accoglienza trionfale riservata al cantante non è foriera di altrettante offerte di lavoro. Pertanto Rabagliati si mette in proprio fondando la Italotone Film, con la quale, nel 1930, con l’aiuto finanziario dei viticoltori italiani in California, produce il film Sei tu l’amore? destinato solo al mercato italiano, per la regia di Alfredo Sabato (Fuscaldo marzo 1894-Los Angeles 1956). Aveva già intrapreso la carriera di attore nel 1927 con Time to love, proseguendo con altri nove film fino al 1947: The river, The isle of Sunken Gold, No dejes la puerta abierta, La ciudad de carton, The clock,  The Spanish Main,  Holiday in Mexico, Carnival in Costarica, Escape me never.

La canzone dell’amore e Sei tu l’amore sono stati i primi film parlati in italiano della storia del cinema. In realtà Alessandro Blasetti aveva anticipato tutti con Resurrectio, ma la Cines lo ha distribuito solo nel 1931.