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LIBRI. “Chiudi e vai” a Gioiosa Jonica

LIBRI. “Chiudi e vai” a Gioiosa Jonica
steva Venerdì 21 luglio, all'interno della Corte del Palazzo Amaduri, in centro storico a Gioiosa Jonica, Antonio Calabrò ha presentato il suo libro “Chiudi e vai”, reduce dalla presentazione all’Art Theatre Biobistró – Teatro Vascello a Roma e al salone internazionale del libro di Torino.

  L'incontro è stato voluto e organizzato dal Club per l'UNESCO di Gioiosa Jonica e dal suo presidente, Nicodemo Vitetta che, insieme al vicesindaco Laura Crimeni hanno aperto l'evento e presentato gli ospiti.

Nel cortile del palazzo storico Antonio Calabrò ha risposto alle domande della prof.ssa Rosanna Palumbo,  agitatrice culturale reggina e della scrittrice e blogger Tiziana Calabrò, che hanno dialogato con lui anche attraverso la lettura di alcuni passi del libro, tentando una analisi e una ricostruzione dei motivi che lo hanno spinto a scrivere le storie che racconta in “Chiudi e vai “. Moderatrice dell'incontro Daniela Mazzeo, che ha introdotto l'autore e il suo libro, svelando a tratti, ma mai completamente, il cuore gentile del capotreno esistenziale che a volte abbraccia e a volte bisticcia con l'integerrimo animo del pubblico ufficiale.

Dall’episodio delle mondane e fino all' amico provvisorio, il pubblico ha avuto modo di assaggiare l'atmosfera del libro, che è un viaggio, o un treno, che si muove all'interno della vita, e ne racconta le sfumature, e, a volte, quando meno te lo aspetti, te ne mostra gli angoli, per niente smussati. E attraverso le sfumature e gli angoli, il lettore intravede la stazione ultima, che non è il capolinea, non è la fine, ma è l'essenza della vita stessa.

La serata si è chiusa, con i saluti da parte di Nicodemo Vitetta e di Laura Crimeni, con gli applausi da parte del pubblico, con una targa ad Antonio Calabrò da parte del Comune di Gioiosa Jonica, con i sorrisi di tutti.

“Chiudi e vai!”, signor capotreno esistenziale, arrivederci alla prossima tappa, arrivederci a dove ci porterà questo libro che pare vivere di vita propria ormai.