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LETTURE. Gioacchino Criaco e l'agenda ritrovata

LETTURE. Gioacchino Criaco e l'agenda ritrovata
criaco “Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato”. Il Presidente Sergio Mattarella al CSM.

“Tante bugie, pentiti inattendibili che hanno fatto condannare innocenti a cui chiedo scusa.” Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Borsellino. Fiammetta porta alla Commissione antimafia vari documenti tra cui la lettera di Ilda Boccassini.

“Boccassini … Nei due anni di lavoro accanto ad altri magistrati, riuscì ad individuare gli esecutori e mandanti mafiosi dell’attentato di Capaci. Il detenuto che cominciava a fornire le basi false alle indagini sull’attentato a Borsellino le sembrava un contafrottole. Allo scadere della sua trasferta elencò i dubbi sul pentito Scarantino in una lettera alle procure di Caltanissetta e Palermo”. Helena Janeczek.

Le prime due frasi sono tratte dai giornali del 20 luglio, la terza dal volume “L’agenda ritrovata: sette racconti per Paolo Borsellino” edito da Feltrinelli.

Di nuovo il passaggio dalla narrativa alla saggistica, il volume è impostato su questa chiave: racconti o forse saggi. L’Agenda attraversa l’Italia, sia per la localizzazione dei racconti, sia per quanto accade all’interno di ogni racconto. L’Agenda è più di un libro, è un percorso attraverso l’Italia in bici, è un pensare che la cultura è inclusione, è social, è radio.

Il racconto di Gioacchino Criaco, muovendosi tutto sul piano della narrativa pone con forza il tema della doppia verità: l’inquinamento di pezzi dello stato, le commistioni tra stato e mafie, che queste si chiamino ndrangheta o cosa nostra poco importa. Il racconto fornisce una via di soluzione a tanti interrogativi. “la mia guerra è finita da tanti anni, io non c’entro con la morte dei tuoi compagni .. Il generale ha sempre avuto il torto di amare la verità, e la sua ricerca delle colpe ha continuato a portarlo verso coscienze che si ammantano di purezza. Il vostro gruppo stava arrivando a tombe troppo importanti da poter essere scoperchiate”. La novella va letta. Per scoprire i personaggi: quelli immaginari più reali di quelli storici, dal generale Luzi a Zanotti-Bianco Per gli accenni ai luoghi: da Parigi all’Italia dei covi dei terroristi. Al cuore dell’Aspromonte. Va anche letta per le indicazioni che ci regala per raggiungere i tanti Africo Antico. Ma il percorso segnato dagli scout è esso stesso metafora di un filo di Arianna.

L’Agenda può essere usata come un filo di Arianna, la possibilità di capire cosa sia successo in questi 25 anni: lo sconfinare delle mafie, il loro collegarsi stabile con la società economica (vedi Lucarelli), il terzo livello che si confonde con il secondo.  L’Agenda è ritrovata perché ci permette di riannodare alcuni fili, di ritrovare le tracce degli scout, di recuperare “una consapevolezza che un altro mondo, un’altra vita sono più che mai possibili”.

Può essere utile avere il libro a portata di mano. Magari lasciato in cucina. C’è un momento in cui dopo aver visto le news on line, aver letto la stampa, abbiamo bisogno di capire di più, di scendere più a fondo, di pulire il vetro della nostra bussola. Avere una Agenda può aiutarci.

*unirc
**L’agenda ritrovata, Janeczek, Lucarelli, Santoni, Leogrande, De Silva, Criaco, Santangelo. Feltrinelli 2017.