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REGGIO. Le 4 ragioni (economiche) per non perdere l’aeroporto

REGGIO. Le 4 ragioni (economiche) per non perdere l’aeroporto
aeropmus   Ci sono tante ragioni perché, nel “turbolento” quadro del sistema aeroportuale regionale e nazionale, Reggio mantenga un aeroporto. Ragioni legate per esempio ai bisogni essenziali, direi vitali, della popolazione, come quelli che danno luogo al cosiddetto “turismo sanitario” (più importante, per certi versi, del turismo nel senso tradizionale del termine). O ragioni legate al pendolarismo di lungo raggio, fenomeno sempre più rilevante (chi lavora nel Nord o nel Centro del paese, e torna a casa settimanalmente o mensilmente), Ragioni spesso messe in evidenza, anche su queste pagine. Talmente valide, che ormai l’importanza di un aeroporto a Reggio è “certificata” dai principali documenti di pianificazione, regionale e nazionale.

Vale la pena tuttavia ragionare ulteriormente sui risvolti economico-territoriali. Ovvero, sul perché l’economia di un territorio periferico, marginale, “insulare di fatto”, con una grande area urbana come Reggio, ha bisogno di un aeroporto. Oggi, ma soprattutto in un (possibile) futuro.

1) Internazionalizzazione. Le imprese calabresi, e in particolare quelle della provincia di Reggio, sono localizzate in un “mercato” piccolo, asfittico, e sono molto lontane dai grandi mercati, nazionali e internazionali. Ergo, se vogliono crescere, devono raggiungere e servire quei mercati. Tante delle imprese eccellenti in crescita della provincia di Reggio Calabria hanno questa peculiarità: una fortissima propensione all’export (l’export provinciale ha registrato +32%, tra 2013 e 2015). Ma accrescere l’export, e in generale le relazioni internazionali di un’impresa (relazioni di fornitura, collaborazioni in ricerca e sviluppo, ecc.) è un’operazione che passa innanzitutto per la possibilità di chi le imprese le dirige, e di chi ci lavora a vario titolo (commerciali, tecnici, manager, ricercatori, ecc.) di relazionarsi realmente (non solo virtualmente) con quei mercati. Il trasporto aereo è evidentemente il sistema più veloce ed efficiente, compatibile con i tempi produttivi delle imprese, per entrare in contatto e stabilire relazioni con mercati lontani. Se vogliamo allora mettere le imprese reggine nelle condizioni migliori per interfacciarsi ed espandersi sui mercati globali, e se vogliamo che non interrompano questa loro spinta positiva, allora devono disporre di un aeroporto vicino, “di riferimento”, con collegamenti aerei adeguati.

2) Attrazione d’imprese. Quali sono le infrastrutture di trasporto che le imprese (per esempio, le multinazionali) chiedono quando devono scegliere una nuova localizzazione per le loro attività? Certamente ci sono le infrastrutture più funzionali ai processi produttivi di ciascuna impresa. Si pensi, per esempio, alle imprese manifatturiere. Strade, porti, ferrovie, piattaforme intermodali, ecc. Le imprese multinazionali infatti movimentano materie prime, semilavorati, componenti, prodotti finiti, ecc. Ma ormai sempre più, indipendentemente dal settore di appartenenza, vogliono anche essere vicine ad aeroporti. Lo dicono diversi studi. Oggi le multinazionali, nell’epoca della de-materializzazione dei contenuti del lavoro e della “terziarizzazione” dei processi produttivi, e vista la forte dispersione geografica del loro ciclo produttivo, muovono non solo beni e prodotti, ma anche le persone. E hanno bisogno di farlo efficientemente, in tempi rapidi. E quindi hanno bisogno di aeroporti. Se vogliamo attrarre imprese nella periferica provincia di Reggio Calabria, se vogliamo che l’intuizione della ZES a Gioia Tauro, un giorno diventi realtà e possa sprigionare gli effetti che ha avuto in altre aree del mondo, adeguate infrastrutture aeroportuali, a supporto, non possono mancare.    

3) Diversificazione. Reggio, con tutti i suoi limiti, i suoi ritardi, rimane un’area urbana che conta circa 250mila abitanti (da Scilla a Melito, senza contare la dirimpettaia Messina). Le grandi aree urbane hanno una caratteristica peculiare: la forte diversità delle funzioni (università, eventi, ecc.), delle attività, della composizione demografica, occupazionale, sociale, culturale. E’ questa la loro peculiarità, che li arricchisce e li rende in tanti casi luoghi dinamici, stimolanti, vibranti, per usare un termine caro agli economisti americani. Dandogli quindi un elemento di forza e vantaggio. Ma una città riesce a essere tanto più diversa quanto più riesce a “rinnovare”, a “ricambiare” la composizione della propria popolazione residente, e di chi la “usa”. Cioè attraendo sempre nuove persone, che ci vivono stabilmente o occasionalmente. Milano, città aperta per antonomasia, docet. Ma Milano, senza i suoi tre aeroporti, probabilmente non sarebbe la Milano che è oggi. E Reggio, collocata in fondo allo stivale, e in fondo all’Europa (non al centro del Nord Italia, come Milano), se vuole rimanere appesa a questa idea, o meglio a questo ideale di grande città moderna del Sud, non può non avere almeno un aeroporto (per avere un esempio più vicino, possiamo guardare alle città pugliesi e ai loro aeroporti). 

4) Complementarietà (con Messina). Le città gemelle, molto vicine, come Reggio e Messina, si integrano e massimizzano i benefici dell’integrazione quando tra di esse ci sono grandi complementarietà funzionali e settoriali. Ovvero, quando l’una ha grandi funzioni (infrastrutture, università, istituzioni, ecc.) e specializzazioni, su determinati settori produttivi che l’altra non ha, e viceversa. Quando questa condizione esiste, si amplia notevolmente il potenziale bacino di utenza per la funzione in questione, creando da un lato l’opportunità per un incremento dell’attività e dei ricavi, dall’altro per una maggiore efficienza e una riduzione dei costi. E, in generale, determinando un aumento di benessere per tutti. Nel caso di Reggio e Messina, l’aeroporto di Reggio è una di queste grandi funzioni che definiscono le complementarietà tra le due aree urbane. Senza questo aeroporto, decade quindi una ragione fondamentale, strategica, per integrare le due città, e per ottenerne i benefici auspicati.

Bisogna aver chiara una cosa: l’aeroporto a Reggio ancora più che ora, nel presente, serve per il futuro. L’economia di Reggio, per lo stato in cui è ora, forse può “vivere” anche senza un aeroporto “di prossimità”. Ma se si vuol far sì che tutti quei segnali di dinamismo imprenditoriale, e che determinate condizioni di contesto e misure possano veramente dare una svolta all’area in futuro, allora un aeroporto, con collegamenti aerei adeguati, diventa un fattore fondamentale, anzi, indispensabile.

*CERTeT-Bocconi e Università della Valle d’Aosta