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CATANZARO. Fiorita e Bosco: " i primi cento giorni di Abramo: mediocrità ed occasioni sprecate"

CATANZARO. Fiorita e Bosco: " i primi cento giorni di Abramo: mediocrità ed occasioni sprecate"
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"Nell’indifferenza generale sono ormai trascorsi i primi cento giorni dell’Abramo quater. Eppure, si dice sempre che i primi cento giorni sono quelli della luna di miele tra il vincitore delle elezioni e il suo elettorato, il periodo di tempo che alimenta i sogni e che impone un marchio indelebile su quella che sarà l’azione di governo dell’intera consiliatura.

Se così è, questi primi cento inutili giorni danno già il senso di cinque anni che trascorreranno, come quelli precedenti, all’insegna delle occasioni sprecate e della mediocrità assoluta.

Ma soprattutto, questi primi cento giorni confermano la consapevolezza che esistono due realtà non comunicanti tra loro: quella concreta e quotidiana in cui si muovono i cittadini di Catanzaro e quella virtuale e fantasmagorica in cui abitano il sindaco e il suo ristretto morzello magico.

C’è il mondo virtuale, in cui la raccolta differenziata va benissimo, cresce in percentuale, lascia la città pulita e soddisfa tutti e c’è il mondo reale, in cui come ci dice l’Arpacal la raccolta differenziata annaspa e in cui, come ci dicono i cittadini, il servizio non funziona.

C’è il magico mondo di Abramo, in cui la gestione del verde pubblico viene esternalizzata e tutto funziona a meraviglia e c’è il triste mondo catanzarese in cui il capitolato non viene rispettato e le cose peggiorano giorno dopo giorno.

C’è il grande e luminoso sindaco che salva la partecipazione pubblica nel Comalca e incalza la regione Calabria per aver deciso di dismettere la propria quota e c’è la politica reale in cui la maggioranza guidata da quello stesso Sindaco porta in consiglio la proposta di uscire dal Comalca e la richiesta di mantenere la partecipazione viene portata avanti da un emendamento dell’opposizione e da un emendamento del gruppo Catanzaro da vivere.

C’è la Catanzaro immaginaria, in cui il Sindaco ripete come un disco rotto di volere le dirette web del consiglio comunale e c’è la Catanzaro reale in cui la maggioranza non applica le delibere approvate e i cittadini non possono assistere a quello che accade nel consiglio.

C’è il mondo di Abramo, in cui il conservatorio verrà potenziato e il c’è il mondo dei catanzaresi che ogni anno si chiede cosa sarà del conservatorio e che ogni anno deve battere i pugni per non perdere quel poco che ha.

Potremmo continuare così per pagine e pagine ma non servirebbe. Ci sarà sempre qualcuno del mondo virtuale che si alzerà per dire che la colpa è di Olivo, di Oliverio, dei debiti pregressi, del destino cinico e baro e via discorrendo. A noi, come ai cittadini di Catanzaro, non interessa attribuire le colpe del declino di Catanzaro a questo o quello, molto più ci piacerebbe riconoscere dei meriti per la rinascita della nostra città. Ma nel mondo reale in cui viviamo, meriti da riconoscere purtroppo non ce sono e, temiamo, non ce ne saranno.

 

Nicola Fiorita

Gianmichele Bosco

 

Consiglieri comunali