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CALABRIA. CGIL e UIL. A Oliverio diciamo: o cambi passo o cambi posto. La Cisl? Non abbiamo capito perché ha fatto marcia indietro

CALABRIA. CGIL e UIL. A Oliverio diciamo: o cambi passo o cambi posto. La Cisl? Non abbiamo capito perché ha fatto marcia indietro
"Quello che stiamo lanciando e' un messaggio forte al governatore Oliverio. O cambia passo o cambia posto. Noi non ci fermeremo: quella del 16 novembre sara' la prima di una serie di manifestazioni. Ne faremo altre e chiameremo in causa anche il governo nazionale e i rappresentanti della deputazione parlamentare calabrese". Lo ha detto il segretario generale della Uil della Calabria, Santo Biondo, presentando a Lamezia Terme insieme al suo omologo della Cgil, Angelo Sposato, la manifestazione promossa dai due sindacati giovedi' a Catanzaro per chiedere un maggiore impegno alla Regione sui temi dello sviluppo.

    "Non saremo noi a spingere Oliverio - ha detto ancora Biondo - fuori dalla Cittadella, ma lo faranno i cittadini calabresi. Al presidente della Giunta regionale chiediamo di svegliarsi e di raccontare la Calabria vera, quella che soffre ad uscire dalla crisi".

    "Quello che chiediamo - ha detto, da parte sua, Angelo Sposato - non sono azioni eclatanti. Per quanto riguarda la sanita', per esempio, sarebbe bastato proporre un piano alternativo, sempre se il Governatore ne ha uno, o quanto meno cercare un accordo con il commissario Scura. Invece non cerca altro che prendersi l'ennesima delega. Ma ai calabresi di chi c'e' al comando della sanita' non importa nulla. Ai calabresi interessa che gli ospedali aperti e funzionanti>.

    Biondo ha fatto anche riferimento alla scelta della Cisl calabrese di defilarsi dalla mobilitazione del prossimo 16 novembre. "Non entriamo - ha sostenuto il segretario della Uil - nelle scelte di questa organizzazione sindacale, ma non riusciamo a comprendere cosa possa avere indotto la Cisl a fare un passo indietro rispetto all'unita' sindacale che abbiamo ricercato, trovato e sostenuto, come dimostrano i documenti stilati al termine degli esecutivi unitari che abbiamo tenuto in Calabria negli ultimi anni".