Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Importanti  nomi di  presuli reggini daranno il nome alle strade cittadine

REGGIO. Importanti  nomi di  presuli reggini daranno il nome alle strade cittadine
Nell’ambito della  complessa attività di riordino delle aree di circolazione della città di Reggio Calabria proposta all’inizio del suo mandato dal Sindaco Giuseppe Falcomatà,  la Giunta Comunale nei giorni scorsi ha approvato nuove intitolazioni di strade cittadine accogliendo le proposte della Commissione Toponomastica comunale.

Un intero provvedimento dell’esecutivo Falcomatà è stato focalizzato a individuare diverse figure di presuli reggini che sono entrati nella storia della chiesa diocesana oltre che nel cuore della tradizione popolare, su tutti l’indimenticato  Monsignor Ferro, vescovo di Reggio Calabria  di cui è in corso tra l’altro  la procedura di canonizzazione.

A lui sarà intitolata una centralissima via del centro storico, la (già) via Cimino,  limitatamente al  tratto che congiunge il Castello Aragonese con  Piazza Carmine.

A seguito di un laborioso  lavoro di documentazione e condivisione sono state  individuate altre tre rilevanti figure, punti di riferimento della chiesa reggina: Aurelio Sorrentino, Antonio  Lanza ed Enrico  Montalbetti.   

Pertanto la  Via Pio XI Diramazione Gullì, nel tratto che va da Via Pio XI fino all’incrocio con la Via Argine Sinistro Calopinace, comunemente indicata con la denominazione di “Bretelle”, viene  intitolata a s.e. Monsignor Aurelio Sorrentino, Arcivescovo di Reggio Calabria dal 1977 al 1990.

Mentre la Via PioXI Diramazione De Blasio,nel tratto che va da Via Pio XI fino al Viale Europa, a s.e. Monsignor Antonio Lanza che fu   Arcivescovo di Reggio Calabria dal 1943 al 1950.  

Infine la Via Pio XI Traversa privata, nel tratto che compreso tra la Via Pio XI fino al Viale Europa, a S.E. Monsignor Enrico Montalbetti, nome legato alla tradizione della formazione e dell’educazione  salesiana cittadina,  che fu tra l’altro Arcivescovo di Reggio Calabria dal 1938 al 1943.