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CATANZARO. La Corte d'Appello dà ragione al Museo Lombroso: il cranio di Villella resterà lì esposto

CATANZARO. La Corte d'Appello dà ragione al Museo Lombroso: il cranio di Villella resterà lì esposto
Una querelle giudiziaria, durata cinque anni, ha visto opposti l'Universita' di Torino e il Comune di Motta Santa Lucia, in Calabria, sul cranio di un brigante dell'Ottocento. E' quello di Giuseppe Villella. Un cranio di cui il suo paese natale pretendeva la restituzione e che, invece, restera' al Museo Cesare Lombroso del capoluogo subalpino, come ha deciso la corte d'Appello di Catanzaro rovesciando la sentenza di primo grado del 2012. Un cranio sul quale il Lombroso volle incardinare la sua teoria dell'Atavismo, secondo la quale esisterebbero individui nei quali lo sviluppo si arresta a uno stadio anteriore rispetto allo sviluppo della specie umana. Poca importanza se il "famoso brigante" non era affatto un pericoloso fuorilegge, ma - secondo i documenti dell'epoca - un ladro di ricotte e capretti. Il Lombroso, nell'autopsia del 1864, osservo' "un cervelletto a tre lobi e non due" e una "fossetta occipitale mediana" e tanto gli basto' per concludere che si trattava di anomalie riscontrabili in "razze inferiori" e, pertanto, spiegavano una predisposizione biologica a comportamenti criminali. Teorie quelle di Lombroso assolutamente smentite, prive di ogni fondamento scientifico, ma che ancora nel XXI secolo fanno discutere. Tanto da attirare polemiche e, negli anni scorsi, persino un gruppo spontaneo creatosi su facebook che chiese la chiusura del Museo torinese. L'Universita' di Torino, invece, se lo tiene ben stretto. "E' un Museo - ha dichiarato il rettore Gianmaria Ajani, soddisfatto della sentenza - che espone le teorie di Lombroso, ma anche il loro superamento". Un pezzo, insomma, di storia della scienza, dei suoi errori, della continua messa in discussione delle sue stesse asserzioni. Riaperto nel 2009 nella sede che gia' lo ospito' dal 1899 al 1947, il Museo, oltre a numerosi resti umani studiati dall'antropologo, conserva diversi oggetti realizzati da detenuti. Intenzione dell'Universita' e' ampliarlo realizzando il Museo della Scienza e dell'Uomo entro il 2020