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La scheda: chi era Piersanti Mattarella, il fratello del Presidente ammazzato da Cosa nostra

La scheda: chi era Piersanti Mattarella, il fratello del Presidente ammazzato da Cosa nostra
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto allo stadio comunale di Locri, in provincia di Reggio Calabria, in occasione della 22esima Giornata della memoria e dell'impegno promossa dall'associazione Libera. Il nome di Piersanti Mattarella, fratello del capo dello Stato, rientra nell'elenco delle vittime di mafia letto durante l'incontro. Democristiano e presidente della regione Sicilia dal 1978 al 1980, venne assassinato il 6 gennaio del 1980. In via della Libertà, a Palermo, un killer si avvicinò al finestrino dell'auto di Mattarella, a bordo con la moglie e i due figli per andare a messa, e lo uccise a colpi di pistola. Quel giorno il primo a soccorrerlo fu proprio il fratello Sergio, oggi Presidente della Repubblica.

Oggi, tra il civico 135 e il 137 di quella stessa via, è stata posta una targa in suo onore. Dopo l'attività nell'Azione Cattolica, Piersanti Mattarella approdò alla politica militando nella Democrazia Cristiana e avvicinandosi alla corrente di Aldo Moro. Fu eletto presidente della Regione Sicilia nel 1978. Quello di Piersanti Mattarella è uno dei primi delitti eccellenti in Sicilia con la mafia che in quegli anni alza il tiro colpendo non solo politici ma anche magistrati e investigatorii: tra il '79 e l'82 a Palermo vengono uccisi il capo della Mobile Boris Giuliano, il segretario provinciale della Dc Palermitana Michele Reina, il segretario del Pci siciliano Pio La Torre per arrivare fino al prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Dietro l' uccisione di Piersanti Mattarella la mano di Cosa Nostra: Mattarella aveva fortemente osteggiato il rientro dell'ex sindaco Vito Ciancimino nel partito a causa dei suoi rapporti con i corleonesi. Proprio Giovanni Falcone, in quello che fu il suo ultimo atto investigativo, capì che nel caso Mattarella si celava la cooperazione tra gruppi eversivi e Cosa Nostra. Nel '95 vennero condannati all'ergastolo come mandanti dell'omicidio, i boss mafiosi Riina, Greco, Brusca, Provenzano, Calò, Madonia e Geraci.