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Nostalgia canaglia, la Calabria deve liberarsene al più presto

Nostalgia canaglia, la Calabria deve liberarsene al più presto
nostalgia   Nostalgia canaglia  (titolo di una bella canzone di Al Bano)  e’ quella di cui deve disfarsi al piu’ presto la Calabria, perennemente voltata (non tutta, per fortuna) con la testa all’indietro e nostalgica appunto di un tempo passato che non c’e’ piu’ e rivisto sempre e continuamente come sommamente glorioso (?) rispetto alle meschinita’ (tante in verita’) di oggi.

  Abbiamo ripreso quel titolo di quella bella canzone dopo le riflessioni di Marcello Furriolo, pubblicate nei giorni scorsi da Zoom (siamoun po’ scesi di livello, e’ vero, rispetto a Baumann ma cosi’ va la vita….), perche’ cosi’ facendo la Calabria si uccidera’ da sola, perche’ non guarda al futuro ma sempre a quel passato che non si capisce bene dove e come e’ stato fulgidissimo rispetto al grigigissimo quotidiano dei nostri tempi. Ed in ogni caso, ammesso che sia stato fulgido, oggi quel passato non c’e’ piu’, come e’ normale e naturale che sia, e bisogna guardare avanti.

  I nostalgici continuano, infatti, a pensare ad una Calabria immobile, morta e senza stimoli culturali, senza immaginare i fatti che oggi parlano chiaro e rivelano  - pur in un mare di difficolta’ - una realtà diversa e molto più vivace di quanto si possa immaginare ma che non trova voce ed espressione.
   La situazione non è ovviamente idilliaca, ci mancherebbe altro.  C'è ancora tantissima strada da fare: pregiudizi da smontare, l'ancora radicato concetto che tutto sia più bello se proviene da "fuori" , burocrazia da snellire, istituzioni da sensibilizzare, etc.

   Ma le lamentele senza costrutto, arricchite dalle varie ragnatele, ormai perdono di valore ogni giorno di più e soprattutto bisogna sconfiggere e combattere quella voglia di nostalgia che riemerge ad ogni pie’sospinto, per cui una volta c’era un Eden ed oggi un Inferno e quindi quello che oggi si fa non conta nulla!

  Non era cosi’ una volta e non e’ cosi’ oggi. Solo che cosi’pensando e  facendo si dilapida un patrimonio ed una possibilita’di crescita per le future generazioni. Finiamola dunque con le lamentazioni e pensiamo al futuro in termini costruttivi e seri;  vinciamo l’apatia che si coniuga con la presupponenza e l’altezzosita’ che non si poggiano su nulla; scopriamo che amche la politica di oggi e’figlia di tutto cio’e che si puo’cambiare.