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FALCOMATÀ. Reggio, il New York Times e la Calabria

FALCOMATÀ. Reggio, il New York Times e la Calabria
gianluca porcelli da google (riceviamo e pubblichiamo) Il fatto che anche una testata prestigiosa come il New York Times inserisca la Calabria tra le destinazioni da visitare nel 2017 ci fa comprendere quanto la nostra terra sia apprezzata in Italia e nel mondo. Siamo seduti su un tesoro inestimabile, un patrimonio naturalistico, storico, culturale, che non possiamo sottovalutare e che anzi, dobbiamo saper valorizzare in maniera adeguata, attraverso azioni sinergiche in grado di favorire lo sviluppo della nostra terra..

E’ chiaro che quella turistica è l’unica indispensabile vocazione in grado di far rinascere il nostro territorio, sia sotto il profilo strettamente economico che sociale. Compito della politica deve essere quello di tessere i nodi di una rete che sia in grado di valorizzare questo patrimonio, rendendolo fruibile a cittadini e turisti. Ed il fatto che ad accorgersene sia stata una testata internazionale prestigiosa come il New York Times ci fa comprendere come la Calabria, pur tra le difficoltà, stia riuscendo giorno dopo giorno a costruire un’immagine diversa, lontana dagli stereotipi che per secoli l’hanno relegata ad un ruolo marginale, spesso connotato in senso negativo, sullo scacchiere nazionale ed internazionale.

La Calabria ed il Sud hanno già invertito questa tendenza. Non possiamo più essere considerati una palla al piede per il Paese, non più come territori da sostenere perché condannati in una condizione di arretratezza, ma una terra in grado di invertire la marcia e creare sviluppo, economico e sociale, anche oltre i confini del Meridione. Reggio e la Calabria possono rappresentare una marcia in più per l’intero paese, per l’intera economia italiana. Ed i primi a rendersene conto devono essere proprio i cittadini che vivono su questo inestimabile tesoro, contribuendo insieme a valorizzarlo ed arricchirlo, giorno dopo giorno, raccontandolo al mondo intero in tutta la sua bellezza.

Sono tante le perle che costituiscono il nostro inestimabile tesoro ma per tenerle insieme è necessario rinforzare il filo che le lega, valorizzando il tessuto socioeconomico della nostra città, composto da quell’insieme di soggetti, istituzioni, associazioni, cittadini, che hanno il coraggio e la passione per continuare a coniugare i verbi al futuro, programmando il domani di questa terra, infondendo fiducia in tutti coloro che qui hanno investito, e vogliono continuare a farlo, ed attraendo in chi potrebbe iniziare adesso.

Trovo beffardo che la menzione giunta dal New York Times arrivi proprio in un momento di crisi del sistema dei trasporti della nostra Città, con l’orizzonte negativo dell’abbandono da parte di Alitalia del nostro aeroporto. Una circostanza che deve spingere la politica ad andare oltre il rango istituzionale che la caratterizza, con l’obiettivo di difendere un’infrastruttura vitale per lo sviluppo presente e futuro della nostra terra. L’aeroporto di Reggio non può e non deve chiudere. Ci mobiliteremo, se necessario anche con veemenza, per evitare che quest’ipotesi nefasta possa realizzarsi. Al contrario lavoreremo affinché il Tito Minniti venga considerato da tutti, a livello nazionale ed internazionale, come un snodo trasportistico fondamentale del quale nessuno può fare a meno».