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L’ESTATE DI MARCO MINNITI

L’ESTATE DI MARCO MINNITI
Minniti ‘’Ho temuto per la tenuta democratica di fronte a barricate per l'arrivo di migliaia di stranieri, e a sindaci che mi dicevano no... Ho capito che andava governato subito il flusso migratorio e l'abbiamo fatto». Così ha dichiarato il ministro dell'Interno Marco Minniti, intervistato alcuni giorni fa Pesaro dalla giornalista Fiorenza Sarzanini nell'ambito della Festa tematica dell'Unità dedicata agli Enti locali. «Abbiamo fatto da apripista e Parigi ha capito e approvato il nostro lavoro» ha aggiunto il ministro, sottolineando che «se un uomo fugge da guerre e carestie io ho il dovere di accoglierlo come Dio comanda».

Marco Minniti e’ un calabrese di cui questa regione tutta dovrebbe essere fiera ed orgogliosa, al di la’ ed oltre le bandiere politiche e le cosi’ dette appartenenze. La Calabria e’ nel suo cuore e nelle sue attenzioni: pochissimi giorni fa da Lamezia a Reggio passando per Gioia Tauro ne ha dato prova, e a meta’ mese tornera’ nuovamente.   Minniti sta dando lustro non solo al suo Governo ma ad una terra – la nostra – che per la verita’ viene raccontata (spesso a torto) di cattiva fama anche dentro i suoi confini regionali.

  Il punto, pero’, e’ che Minniti ha vissuto e sta vivendo un’estate da assoluto protagonista delle cancellerie europee e mondiali, per la svolta netta che ha dato sull’azione dell’esecutivo verso i migranti. Ha ricevuto e riceve lodi e approvazioni dai capi di stato dell’Europa, a cominciare dal nostro Sergio Mattarella, e qualche puntura di spillo da taluni suoi colleghi di partito e di esecutivo. Ma – si sa- da noi le elezioni sono alle porte ed ogni scusa e’ buona per tirare una carriolata d’acqua al proprio mulino!

Quanto serve per fermare il flusso migratorio, è stato chiesto sempre a Pesaro al ministro dell'Interno: «Almeno quanto speso per la rotta dei Balcani: 3 più 3 miliardi», ha risposto. E quanto ai rapporti con la Libia, secondo Minniti «i sindaci delle città libiche sono i nostri principali alleati». Poi lo ius soli: «un ragazzino nato in Italia, che studia qui, perché deve aspettare 18 anni per diventare italiano? Lo Ius soli è politica di integrazione perché rende il nostro paese più sicuro» ha detto Minniti, che ha ribadito di essere «d'accordo sullo ius soli.Un paese capace di cancellare la parola emergenza dal vocabolario è più sicuro».

  Di Marco Minniti molti parlano come di un possibile nuovo capo di governo se le elezioni politiche prossime venture dovessero sorridere al suo partito, sorpassando cosi’ sia Matteo Renzi che Paolo Gentiloni. Ne parlano e ne scrivono nei maggiori pensatoi d’Italia e fuori Italia. Sarebbe una grande cosa per il nostro paese, visto che Minniti ha dato fin qui prova di essere un uomo di governo a tutto tondo, capace di assumersi responsabilita’ pesanti (e come sono pesanti lo vediamo ogni giorno) e di reggerne il confronto e anche lo scontro.

   Anche sul terrorismo: l’Italia è a rischio attentati? «Partiamo dal presupposto che io sono scaramantico, e quindi 'mai dire mai' - ha risposto Minniti durante l'intervista- però ricordiamoci che a differenza di tutti gli altri Paesi l'Italia viene da due vittorie: abbiamo sconfitto il terrorismo interno e il terrorismo mafioso, quando la mafia decise di mettere le bombe. I responsabili di quelle decisioni sono tutti al 41 bi. Poi - ha aggiunto - abbiamo la migliore polizia, fra le più brave e preparate al mondo. Non lo dice il ministro dell'Interno, sarebbe facile, ce lo dicono i nostri partner».

  Non sappiamo ovviamente come finira’. Noi ovviamente facciamo il tifo per lui ma gia’ cosi’ – visto dalla nostra latitudine – e’ un bel segnale che cambia immagine e senso della Calabria.