CAPITALE DELLA CULTURA. Lettera a Reggio Calabria (la terza classificata)

CAPITALE DELLA CULTURA. Lettera a Reggio Calabria (la terza classificata)

Quelle acque limpide e le colonne di Tresoldi non hanno convinto i giudici l’altra sera. Quei tramonti instagrammabili e la stele a Pascoli non hanno sortito alcun effetto. Terza classificata a capitale della cultura italiana 2027.

Ripensi a quella notte di Agosto in cui ti nominarono Chianalea tra i “borghi più belli d’Italia”. In una nazione che ti vede uno scarto di uno scarto, c’è un uomo che ti darebbe scettro e corona da qui a l’anno prossimo e tu ora sicuramente, Reggio Calabria, tu ora ti ritieni uno scherzo della natura ed è normale ragazzi, terzo posto come capitale della cultura, non secondo. Ma io sono qui a farti sentire ancora la più bella, come quella magica sera a Lazzaro a mangiare la granita sotto le stelle.

Non ti lasciare andare Reggio, ti alzerai più forte di prima. Ti ricordi quella volta quando eri in Serie A? Lo so che adesso vivi di ricordi e ti senti come quella leonessa che stava in gabbia alla Villa Comunale.

E mentre ti asciughi le lacrime, pensa a me che ho occhi solo per te, nonostante tutto. Non sei la capitale della cultura 2025, 2026, ne’ tantomeno 2027. Ma per me sei la più gentile quando ogni negozio della città decide di fare un regalo alle famiglie dei detenuti. E lasciali stare i tuoi detrattori che chiameranno questo “pizzo”.

Ti inviterei io a cena fuori se fossi una ragazza, ma alla fine non sei Miss Italia, sei solo terza. Allora passa a prendermi tu. Parleremo di quanto ti odio. Dal profondo del mio cuore. Perché non hai posto per me, ma per quelli che ti disprezzano ogni giorno sì. A quelli che ti vogliono povera ed ignorante non chiedi niente, mentre grandi sacrifici spettano a chi sceglie la strada poco battuta dell’onestà. D’estate sei piena di rimpianti e d’inverno sono vuoti i locali e le strade. Dividi la gente in chi è andato via e in chi è rimasto, conducendo a lotte intestine nella popolazione.

Invece servirebbe solo capire chi ti ama, perché, e chi ti odia, perché mai. C’è chi preferisce non fare i tripli salti mortali per meritarsi di vivere a Reggio Calabria.

La “tirannide della tua fragilità” mi fa letteralmente incazzare. Quante vite fantastiche d’impegno e ricche di sforzi rendi meno che mediocri.

Vivere a Reggio non è per tutti. E forse chi scappa come me è solo un vigliacco, stanco di una vita difficile e senza prospettive. Ti odio. Dal profondo del mio cuore, terza classificata. Perché ti ho amato e tu non hai ricambiato.

*(ispirato da Valerio Lundini, “Lettera alla terza classificata di Miss Italia’’)

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