Samarcanda, la capitale del vasto impero timuriade, è ancora oggi sfavillante con i suoi monumenti di varie epoche a partire dalla piazza Registan e dal mausoleo di Tamerlano. Khiva e Bhukara sono le altre due città gioiello, la prima custodita da antiche mura di fango all’interno delle quali vive ancora parte della popolazione locale, la seconda più estesa, più frizzante ma al contempo ricca di testimonianze religiose tra cui moschee e mausolei risalenti allo scorso millennio.
Arrivo a Tashkent la mattina presto e parto subito per Samarcanda (circa 4 ore in pulman su strade che non sono davvero il massimo). Inizio delle visite della città sede del potere all’epoca di Tamerlano, la piazza Registan circondata dalle madrasse di Ulugbek, Sher-Dor e Tilla Kori. Visito il mausoleo di Gur- Emir dove sono sepolti Tamerlano e i suoi discendenti. Proseguo poi con la visita dell’osservatorio astronomico di Ulugbek, astronomo fondamentale nelle ricerche, interamente rifatto il secolo scorso, e del museo di Afrosiab, il vecchio nome della città, con pregevoli affreschi ben conservati risalenti al VII secolo.
Ma Samarcanda meriterebbe molto piu’ tempo. Nel pomeriggio proseguo le visite con la moschea Bibi-Khanum, dedicata alla moglie prediletta del re e con la visita alla magnifica necropoli Shakhi-Zinda, importante luogo di pellegrinaggio e vero tesoro architettonico, che conserva moschee e mausolei finemente decorati. Il tutto vicino al colorato Siab Bazaar.
Ma il bello deve venire la mattina dopo: parto in pullman per Bukhara (circa 4 ore e trenta, 300 KM ) dentro il deserto. Strade terribili che il gelo e la calura spaccano ogni anno (l’inverno si raggiungono i -35 e d’estate i 50 gradi). Lungo il tragitto sosta a Gijduvon: qui si trova una delle tre madrasse fatta erigere da Ulug Bek tra il 1432 e il 1433, le altre si trovano a Samarcanda e Bukhara, e il mausoleo dell'eminente filosofo centro-asiatico Abduholik Gijduvoni. Storicamente Gijduvon era un centro d'istruzione, religioso e culturale, oggigiorno è un centro commerciale e un centro dell’artigianato. La lavorazione della sua ceramica è nota e fiorente. Le caratteristiche tipiche della ceramica di Ghijduvan sono la forma e gli ornamenti geometrici usati per le decorazioni.
Arrivo a Bukhara che è già buio. Mi consento solo una passeggiata a piedi nel centro storico della città ricco di edifici d’epoca e di phatos. Percorrere al calar del sole le vie antiche della città è senza dubbio un’esperienza affascinante: le madrasse, i minareti ed i mausolei si tingono d’oro allo sguardo emozionato del viaggiatore grazie al gioco di luci e dei neon che ne esaltano la misteriosità.
In mattinata visito il complesso di Lyabi-Khauz e le sue madrasse del XVI e XVII secolo: Kukeldash, Nodir-Divan-Beghi, Khanakas. Poi la moschea Magoki-Attari, unica per i suoi ornamenti che riprendono concetti zoroastriani e buddisti.
Nel pomeriggio la visita del Chor Minor, il simbolo forse di tutto il viaggio: una madrassa insolita con 4 minareti, il mausoleo dei Samanidi, capolavoro dell’architettura del X secolo. La cittadella di Ark, una volta residenza dell’emiro, e del complesso Poi-Kalyan con i suoi monumenti di ineguagliabile bellezza tra cui l’omonima moschea e minareto e la madrassa Bib I Arab.
Poi i 3 bazar coperti e facilmente individuali per le caratteristiche cupole: il Tok-i-Zargaron – dei gioiellieri, il Tok-i-Tilpak Furushon – dei cappellai, il Tok-i-Sarrafon. Nella suggestiva madrasa Nodir Divan Begi di Bukhara - la città che fra le tante in Uzbekistah vanta di una scelta di manufatti e prodotti dell’artigianato locale ancor più di Samarcanda – si esibiscono danzatrici e musicisti.
Ma è già la volta di Khiva, attraversando il deserto del Kyzylkum (circa 6 ore). Arrivo a Khiva, nella leggendaria Khiva, una cittadina medievale dal fascino uzbeko racchiusa all’interno di mura di fango. La Ichan Kala è un sito di valore universale protetto dall’Unesco che include la città antica e la fortezza Kunya-Ark, la moschea Juma dalle colonne lignee, il minareto Seyid Allauddin del IX secolo e la moschea Bagbanli, il caravanserraglio, il mausoleo Seyid Allauddin, il palazzo Tash-Khauli, la madrassa Allakuli-Khan.
Un gioiello autentico. Si riparte per la capitale dell’Uzbekistan, Tashkent, sovietica nello stile ma dinamica nello spirito. C’e’ anche una bella metropolitana, l’orrenda piazza dell’Indipendenza e il Teatro dell’Opera, il complesso di Khast Imom, le Madrasa di Barak Khan e Kukeldash, il museo delle arti applicate istituito nella residenza di un diplomatico del periodo zarista.
Il viaggio e’ finito la’, sulla pista dell’aeroporto di Taskhent verso l’Italia ma quello spirito di Marco Polo ancora esiste e la via della Seta di un tempo ancora lì la celebrano.
*La prima punta di questo reportage, con lo stesso titolo ma il contrassegno (1) si trova su zoomsud.