Catanzaro Gratteri e gli affitti parassitari che bloccano la città

Catanzaro Gratteri e gli affitti parassitari che bloccano la città
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  Nicola Gratteri, da ieri nuovo procuratore  della Repubblica di Catanzaro, ha capito già tutto della città. Del mondo di sopra e di quello di sotto e anche di quello di mezzo, tanto per restare alle categorie usate dal famigerato Massimo Carminati nell’inchiesta su Roma Capitale.

  E dio solo sa quanto ci sarebbe bisogno di un bel colpo di ramazza anche da queste parti! Dove, cioè, abitano e prosperano indisturbati da decenni – anche per taluni silenzi in quel palazzo che ora finalmente occupa Gratteri -  affari e silenzi, complicità e ipocrisie, per ingrassare una rete maleodorante di faccendieri e politici, di imprenditori e prenditori, che hanno ridotto la città capoluogo della regione in questo stato pietoso, nel silenzio assordante di quasi tutti.

  ‘’Io, se questa situazione non si sblocca chiederò la realizzazione di un nuovo palazzo di giustizia a Germaneto, tra l'Università e la Cittadella regionale, vi avverto’’: ha detto proprio così verso le 10 di ieri mattino Gratteri, in un’aula dove lo ascoltavano in tanti (nessun politico) al momento del suo insediamento. Si riferiva alla vicenda del dismesso Ospedale Militare, che da almeno 10 anni e’ chiuso, sta marcendo desolatamente, 10 mila metri utili, possibile luogo di cui si parla per una cittadella della giustizia, ma per ora solo esempio vivente e non unico di un sistema speculativo che funziona da anni in tutta la regione.

  Complicata in apparenza la vicenda giuridica legata ad usi civici ma in soldoni, nonostante le rassicurazioni avanzate  dal Sindaco Abramo, tutto ruota attorno ad un tradizionale ritornello che ha fatto crescere a Catanzaro (e non solo) una classe (im) prenditrice parassitaria, legata al mercato dei fitti immobiliari, a sua volta motore di una classe politica di basso livello, pronta ad esaudire le richieste per averne poi in cambio voti e preferenze. Nel caso di specie tutto tornava se….

Tutto tornava se non ci fosse stato Nicola Gratteri, che ieri mattina invece di alzare la voce sugli organici ridotti (che ci sono) o su altre emergenze, che non mancano, ha alzato la voce su questo aspetto: ‘’ma come – si e’ chiesto – in Italia si modifica la Costituzione e non si può cambiare una destinazione per usi civici?’’. Eppure il governo si e’ detto disposto a spendere 10 milioni di euro per ristrutturare quell’immobile ma manca sempre qualcosa per far quadrare i conti in questo nostro bel paese.

  Ci vogliono i ‘’passaggi tecnici’’ li ha chiamati il sindaco Abramo, mentre e’ chiaro a tutti che se andranno via anche gli uffici giudiziari dal centro della città per la città che egli amministra e’ segnata l’ora definitiva del tracollo. E anche questo Gratteri ha detto, ma lui non e’ il Sindaco ma il Procuratore della Repubblica ed una sola cosa e’ certa: non darà il via libera al fitto per il suo ufficio dall’eventuale nuovo acquirente del Distretto Militare.

   I giochi speculativi sono finiti. E’ meglio che ci si adegui a questo nuovo corso. E da subito. Perché’ Nicola Gratteri – così come scrivevamo un mese fa all’annuncio della sua nomina -  ‘’e’ importante perché’ ridarà coraggio e vigore a tutto l’ufficio ma soprattutto perché’ saprà parlare a quei cittadini senza paratie e senza intermediazioni. Gratteri e’ un calabrese vero della Locride, che ha conosciuto e conosce la ‘ndrangheta non sui libri o per avere letto e poi scritto ordinanze e sentenze. L’ ha conosciuta e l’ha combattuta sul terreno vecchio e nuovo ed ora dovrà confrontarsi con la nuova frontiera della lotta alle mafie e all’illegalità: quella cioè della corruzione che si unisce alla mafia, dei colletti cosi’ detti bianchi che entrano nella politica e determinano il malaffare. Dio solo sa quanto c’e’ bisogno di uno come lui in territori come quelli della Calabria centro nord, spesso misconosciuta per questi fenomeni ma drammaticamente all’evidenza nell’ultimo decennio.   La Calabria sana, che non ne può più dei giochi e giochetti degli intrallazzasti di ogni colore politico, dei lobbisti coniugati ai cattivi politici, di chi si sta succhiando il sangue di questa terra per biechi fini personali e di potere di pochi a scapito dei molti, si aspetta molto da Nicola Gratteri. E – statene certi – lui non la tradirà. Anche da questo punto di vista è un calabrese vero e perbene’’.

  Tutto già scritto, dunque, e al primo giorno della sua attività Gratteri ha fatto capire di che pasta è fatto, anche per orecchie e occhi che vogliono restare chiusi.