LA CALABRIA MIGLIORE

LA CALABRIA MIGLIORE
Arena La grande manifestazione di Reggio Calabria si presta a tante letture e a tante interpretazioni di ogni tipo, di ordine politico generale e locale; di messaggi lanciati e recepiti, etc etc. Ma su uno crediamo che non ci possono essere dubbi: ieri in piazza e per il lungomare di Reggio c’era quella che, senza enfasi o forzature, si può definire la Calabria migliore.

  Spesso questa Calabria se ne sta in silenzio, in un cantuccio e lascia spazio alla peggiore Calabria e nel dopo Melito il rischio poteva essere proprio quello dell’indifferenza, del voltarsi dall’altra parte, di fare finta che non era accaduto nulla e che, tutto sommato, si poteva tirare ancora una volta a campare. Così non è stato ed il merito del presidente della Regione Oliverio è stato proprio questo: dire una cosa semplice ma enorme nello stesso tempo come quella di scendere in strada per far partire dalla Calabria un segnale a tutta l’Italia sull’intollerabilità cui è giunta da tempo, da troppo tempo, la violenza contro le donne.

  Non era scontato e infatti Oliverio ieri mattina ha ricordato anche le resistenze e i dubbi che da talune parti si erano sollevati quando e’ stata indetta la manifestazione del 21, prima a Melito e poi spostata a Reggio. Invece i volti e le presenze di ieri hanno – come dire – dato fiato e voce ad un sentimento che era presente in migliaia e migliaia di persone e che non trovava modo di esprimersi. Ieri quella Calabria migliore erano soprattutto le migliaia di ragazze delle scuole di tutta la regione.

  I ragazzi ma soprattutto le ragazze, che non hanno partecipato tanto per partecipare ma hanno segnato corteo e manifestazione con un’intensità, una passione che non possono cadere nel dimenticatoio. Ieri quella Calabria migliore erano le donne dei tanti centri antiviolenza, delle case rifugio, di chi concretamente si batte giorno dopo giorno per dare speranze ed aiuto alle vittime della violenza maschile.

Ieri la Calabria migliore erano i tanti sindaci, il mondo sparso del comune sentire democratico che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e dare continuità a quella lotta all’ indifferenza che rimane il nostro male peggiore. E ieri quella Calabria migliore ha trovato il mondo delle istituzioni, nazionali e locali, ai più alti livelli.

  Era facile che ci scappasse qualche contestazione, qualche mugugno o altro ancora. In fondo viviamo tempi bui, con mille e uno problemi non risolti. Specie alle nostre latitudini. Ma non c’e’ stato niente di tutto questo. E’ un segno su cui lavorare.

E’ ovvio che il 21 a Reggio Calabria non risolve nè il problema della violenza contro le donne, ne’ quello della violenza in genere e neanche i problemi della Calabria. Magari! Ma il 21 ottobre del 2016 è una data importante che può segnare, deve segnare, un nuovo inizio per un nuovo cammino ed un futuro diverso per la nostra terra.

  Bisogna saper leggere – al di là delle convenienze del momento di distratti e interessati osservatori che tanto male hanno fatto e continuano a fare alla Calabria – quello che accade davvero nel corpaccio della nostra regione, quali sussulti positivi si agitano e come spesso non trovano sponda nel contrastare e combattere il tanto male che si sprigiona da quella stessa nostra terra.

  Se Reggio non ci risolve i problemi ci indica una strada che le istituzioni dovrebbero seguire, da ieri con più decisione, coraggio, intensità: questa e’ la Calabria che bisogna aiutare e interpretare fino in fondo, fuori da giochi e giochini tattici, dagli impercettibili spostamenti nello scacchiere delle alleanze, esterne e interne, dalle volgari dispute di quartiere alimentate dai tradizionali servitori di due e tre padroni tutti quanti assieme, senza mai arrossire o vergognarsi come dei ladri.

  Di questa Calabria - dove non c’è nessuna comunità omertosa per definizione (Ida Dominianni, Internazionale, 20 ottobre 2016) - bisogna farsi forza per sconfiggere mali antichi e nuovi e quelle persone sul lungomare e nell’Arena dello stretto ci dicono che e’ ancora possibile farlo.