E il vincitore, ancora una volta, è la Med Labor. Con determina 2328/2016, la cooperativa di Antonio Scarpelli è stata prescelta dal Comune di Cosenza per la fornitura e l’installazione delle luminarie cittadine. Una «aggiudicazione definitiva» per un bando da 485mila euro circa, che prevede l’istallazione nelle strade e nelle piazze cittadine di «opere luminose di pregio, al fine di creare una serie di eventi luminosi che generino interesse anche turistico nei confronti della città». La notizia è apparsa ieri sull’albo pretorio on line del Comune, senza allegati, ad opera del settore infrastrutture dell’Ente. Nulla di particolare, verrebbe da dire. Ma le particolarità, in effetti sono tante. La prima: dal 2012 ad oggi, l’illuminazione artistica è appannaggio della cooperativa, che proprio da quell’anno, dopo sei anni dedicati alla «consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale» - come da visura catastale –, ha avviato la sua attività di installazione di impianti elettrici e di illuminazione. Da allora, sono stati oltre 40 gli affidamenti alla coop, che nel tempo ha visto crescere il proprio fatturato, fino ad arrivare, a fine anno scorso, a oltre 388mila euro. Alla Med Labor sono andate le luminarie natalizie, quelle della fiera di San Giuseppe, quelle delle Invasioni, della festa della Madonna del Pilero eccetera. Ogni festa, o quasi, è stata illuminata dalla cooperativa di Scarpelli.
La seconda particolarità è quella che vede la società al centro di un’inchiesta della procura di Cosenza, coordinata dal procuratore aggiunto Marisa Manzini, nella quale sono indagate sei persone - Carmine Potestio, ex capo Gabinetto; i dirigenti comunali Domenico Cucunato e Carlo Pecoraro; il responsabile della Med labor Scarpelli e gli imprenditori Francesco Amendola e Antonio Amato - con l'ipotesi di abuso d'ufficio. Il fatto riguarda, appunto, gli affidamenti diretti fatti dall'Ente negli ultimi quattro anni per lavori di importo inferiore ai 40mila euro.
Terza particolarità, casualmente emersa 24 ore prima l’affidamento alla Med Labor e non di poco conto, riguarda le vicende personali di Scarpelli. In aula durante il processo di ‘ndrangheta “Nuova Famiglia”, il pentito Adolfo Foggetti ha tirato in ballo «Antonio delle illuminazioni», in seguito identificato, appunto, come «Antonio Scarpelli», titolare della Med Labor. Nei verbali del collaboratore di giustizia si racconta dei viaggi fatti da Cosenza a Gioiosa Ionica per siglare accordi «con Mico Alvaro» per reperire lo stupefacente. «Io e Antonio delle illuminazioni - ha raccontato Foggetti – siamo andati a Gioiosa due o tre volte. Ci andavamo per incontrare Mico Alvaro, in un ristorante sul lungomare, per contrattare l’acquisto di droga, che poi veniva consegnata a Cosenza».
Sull’argomento, si è scatenata la critica politica del consigliere di minoranza e coordinatore della coalizione “La Grande Cosenza”, Carlo Guccione, che ha formalizzato, insieme al capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, una richiesta di accesso agli atti in merito alle procedure di affidamento del servizio di fornitura e installazione delle luminarie cittadine alla Med Labora. «Vogliamo verificare – ha precisato Carlo Guccione - la correttezza di tali procedure, alla luce del fatto che il sindaco di Cosenza continua, imperterrito, a utilizzare le consuetudini della passata consiliatura che hanno visto più volte l’interesse non solo della magistratura, ma anche quello dei media nazionali».
Il sindaco Mario Occhiuto non accetta, però, la stoccata. E rivendicando la regolarità del bando, al quale «sono state invitate 14 ditte del settore», accusa l’avversario di strumentalizzazioni. Occhiuto sottolinea, in primis, l’economicità dell’iniziativa. «Il costo per le luminarie è, in relazione al numero dei nostri abitanti, molto inferiore rispetto a città come Salerno – che però, va precisato, è la città delle luminarie e parte del turismo si basa su questo -, Bari, Torino. Parlo di costo per abitante ovviamente – aggiunge Occhiuto - considerando le dovute proporzioni tra le diverse città». Occhiuto mira al successo di Salerno: attrarre gente che viene da fuori, che così dormirà, mangerà e comprerà a Cosenza. «Si tratta di un investimento turistico commerciale – ha concluso - che qui purtroppo viene criticato da alcuni oppositori, ripeto, solo per spirito di demagogia».