E’ uno scoop straordinario quello di Pollichieni-Montecristo, direttore del Corriere della Calabria. Non solo. E’ anche un racconto drammatico del primo livello della politica calabrese col retroscena delle fratture che lo attraversano (sotto gli occhi distratti ma sazi di uno dei più importanti ministri del governo della Repubblica, imperante Renzi). Mi riferisco alla luculliana cena di Rogliano organizzata per il dopo manifestazione con la Boschi a Cosenza (osannata da una gran folla convogliata da centinaia di autobus). Pollichieni racconta la notizia con tutti i suoi dettagli che, forse, proprio tutti non sono se dopo la pubblicazione sul Corriere della Calabria altri giornali hanno ripreso la notizia aggiungendovi ulteriori piccanti risvolti che Pollichieni non era riuscito ad avere e/o comunque non aveva avuto il coraggio di rendere pubblici (chissà perché?!? ma c'è una scuola di pensiero...). Ormai la lotta sui giornali online è fatta così: se uno tiene per se i dettagli, arriva subito un altro giornale a spiattellarli e ti brucia lo scoop. Anche il direttore del CorCal lo ha ora sperimentato.
Quindi a Rogliano c’erano tutti quelli che contano nel Pd tra i fumi del baccalà coi peperoni e la salsiccia coi broccoletti. Tutti si fa per dire. Perché, tanto per fare un esempio, di Guccione, che in passato non sarebbe certo mancato, non c’era. Il motivo? Non l’ha invitato nessuno e l’ex assessore regionale defenestrato, questa la notizia che circola in ambienti qualificati, ha masticato amaro quando ha saputo: avrebbe preferito essere invitato per poter rifiutare.
Ma dietro l’elenco dei partecipanti fornita da Pollichieni non è difficile scorgere il retroscena, che il direttore del CorCal suggerisce in modo subliminale ma non esplicito, e che gli osservatori di cose della Calabria hanno subito colto e rilanciato: la cena (Aiello, Censore Nicodemo, Enzo Bruno, Battaglia su su fino a Magorno e Oliverio) aveva come obiettivo il ridimensionamento dell’on. Carbone che è un cosentino maltollerato ma anche non ben visto dalla Boschi. E a rendere ancor più inquietante lo scenario dello scontro che dilania il Pd in Calabria l’assenza, solo apparentemente ingiustificata, della Covello, che pure è un altro tassello strategico del potere renziano (che fa ombra alla Boschi?) se è vero com’è vero, secondo indiscrezioni come al solito attendibili, che Renzi punta a un recupero del Mezzogiorno affidato alla giovane cosentina figlia d’arte.
E qui corre l’obbligo di spiegare perché Pollichieni merita il nostro ringraziamento. Lo merita perché la cena non c’è mai stata. Lui lo sapeva perfettamente e se l’è inventata. Particolari e dettagli compresi. La ministra è partita subito dopo l’iniziativa e gli altri si sono dispersi verso le proprie abitazioni. Un’invenzione resa credibile dalla conoscenza delle cose politiche calabresi e resa possibile dal fatto, questo sì veramente drammatico, che nella società della post-verità in cui viviamo, basta scrivere una cosa sui giornali o sui social e farla girare un po’ per accreditarla come assolutamente reale perché venga bevuta e, quasi in tempo reale diventi una vera e propria rivelazione divina.
Del resto, ormai il conto delle balle che circolano è tanto alto che è difficile starci dietro. Se alle balle si aggiungono i luoghi comuni o le verità infondate ripetute come vere e sacrosante, balle che trovano eserciti di volontari pronti a difenderle col sangue agli occhi e con insulti furiosi verso chiunque non le accetta a scatola chiusa “senza se e senza ma”, si inizia a sospettare che in questa nostra società non ci sia più spazio per la discussione critica, il confronto, la ricostruzione della verità che emerge dalla fatica del confronto e delle fonti.
Ottima lezione, quindi, quella che ci viene dalla falsa cena di Rogliano che continua (e forse continuerà) a fare il giro della Calabria arricchendosi via via di altri particolari in modo tanto impetuoso da preoccupare, io credo, anche Pollichieni che, proprio per questo, forse, non se la prenderà se, dopo aver controllato le fonti racconto il suo scoop (ho appreso anche i dettagli della sua discussione coi giornalisti del CorCal che volevano non firmasse Montecristo preoccupati che il falso-scoop perdesse smalto). Magari!