L'indagine chiusa dei Pm Gerardo Dorninijanni e Graziella Viscomi, depositata in Procura il 9 settembre ha fatto spiccare 26 avvisi di garanzia per Catanzaropoli. Lo spaccato che emerge è quello di un establishment strapaesano dove politici, imprenditori, funzionari pubblici, vigili urbani e professionisti consumano reati spaziando dal peculato all'induzione indebita, alla truffa, all'abuso di ufficio, turbata libertà delle gare, favoreggiamento personale, estorsione, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico o dai pubblici ufficiali in certificati e autorizzazioni amministrative, falsità in registri e notificazioni.
Una specie di supermercato dei reati del degrado e dello scadimento politico amministrativo che rivela piccole prepotenze, abusi insopportabili, accaparramento di piccoli vantaggi da signorotti di serie B del potere. Tra gli indagati spiccano nell’inchiesta: i consiglieri comunali Mimmo Tallini (già assessore regionale e attuale consigliere di palazzo Campanella, Carlo Nisticò e Franco Leone, l'attuale assessore Giovanni Merante e l'ex assessore Gianmarco Plastino.