Lo ha detto il procuratore capo di Firenze, Giuseppe CREAZZO, autore con altri colleghi di procure di grandi città di una direttiva per richiamare gli operatori del settore della giustizia, in particolare magistrati inquirenti e polizia giudiziaria, a osservare una particolare attenzione alla tutela della privacy, come impone già la legge sulla privacy, quando si trascrivono le intercettazioni telefoniche degli indagati.
In questa direttiva, "abbiamo meglio precisato la maniera di documentazione delle intercettazioni telefoniche, che restano uno strumento indispensabile", ha spiegato CREAZZO durante un confronto con gli studenti delle scuole secondarie superiori di Firenze presso il liceo Russell Newton di Scandicci.
"Non possiamo fare indagini nel campo della corruzione della pubblica amministrazione, del terrorismo e della criminalità organizzata senza far ricorso alle intercettazioni", ha chiarito il procuratore CREAZZO. "Intercettando non emerge solo l'eventuale comportamento delittuoso dell'indagato - ha continuato il procuratore capo di Firenze - ma anche la sua sfera personale, privata, compreso il suo orientamento sessuale; tutto ciò è oggetto del codice della riservatezza personale, e a quello ci dobbiamo attenere nella trascrizione".