di VINCENZO PASQUA* – (rep) Riguardo la questione delle nomine di competenza del Consiglio Regionale, ritengo che un aspetto preponderante concerna il rispetto dei requisiti di moralità ed eticità che dovrebbero possedere coloro i quali saranno a tal fine individuati. Difatti dapprima l'operato degli uffici interni al Consiglio Regionale relativamente al controllo sul possesso dei requisiti da parte degli aspiranti, seguito dal controllo formale effettuato dai notai circa la regolarità procedurale delle operazioni di sorteggio, non sono da soli sufficienti a garantire il rispetto del possesso di requisiti di moralità ed eticità dei soggetti in tal modo individuati.Pertanto, al di là della bontà del metodo seguito, nel solco del cambiamento e di una rivoluzione vera, non sarebbe stato più opportuno, anche al di là delle singole previsioni normative ed a maggior garanzia dei cittadini calabresi, procedere alla sottoscrizione di appositi protocolli di legalità con tutte le Prefetture della Calabria al fine di sottoporre alle Stesse gli elenchi di aspiranti idonei?
Chi garantisce che i sorteggiati abbiamo tali requisiti? E se dopo dovessimo avere sorprese?
Il rischio che la discussione di questi giorni porta con sé è che si perda di vista il vero obiettivo, vale a dire il cambiamento tanto voluto dai calabresi che deve per forza di cose passare attraverso il rispetto vero della trasparenza e della legalità delle scelte.
*consigliere regionale della calabria