Dopo un anno da incubo, ricomincia la vita per nove ex lpu del Comune di Locri. È atteso infatti per giovedì alle 9 l’avvio delle attività presso gli uffici Arsac di Locri, che ha firmato una convenzione con la Regione Calabria dopo il no dell’amministrazione comunale al rinnovo dei contratti in scadenza al 31 dicembre.Rimangono, intanto, in sospeso altri due lavoratori, per i quali invece si dovrebbero spalancare le porte dell’Asp. L’incubo, dunque, sembra essere terminato per 13 ex lsu-lpu del Comune di Locri, che, dopo 18 anni di servizio presso il palazzo di città, si erano visti messi all’uscio dal sindaco Giovanni Calabrese, che aveva deciso di non contrattualizzare gli lsu-lpu, pur usufruendo delle risorse regionali e statali, a causa della più volte evidenziata «eccedenza di personale».
A garantire un nuovo inizio per i lavoratori l’impegno del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Sebi Romeo, e, soprattutto, l’impegno della sua collaboratrice Barbara Panetta, referente della segreteria provinciale del partito su Locri. Il decreto è stato emesso dalla Regione a marzo, subito dopo la richiesta avanzata dall’Arsac.
Un sospiro di sollievo, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di non rinnovare i contratti, nonostante quel vademecum per i Comuni per procedere nelle proroghe e ai nuovi contratti – la nota numero 394099 - contentesse, come ha spiegato l’assessore regionale al lavoro Federica Roccisano, tra i firmatari dell’atto assieme al presidente Mario Oliverio e al dirigente Antonio Nicola De Marco, l'esplicito invito ai Comuni che non avevano ancora fatto i contratti proprio «in riferimento a Locri». simu