"Il nostro obiettivo - ha continuato - è dare vita alla costituzione di comitati per il sì in tutti i 409 comuni calabresi, che siano davvero rappresentativi della variegata società calabrese, rivolgendoci al mondo degli amministratori locali, delle imprese, della cultura, delle università e dell'associazionismo, affinché' assumano un ruolo fondamentale. Lavoreremo per tutto il mese di giugno, mentre il prossimo appuntamento sarà per i primi di luglio con un'assemblea regionale dei rappresentanti dei comitati". Oliverio ha rivolto il proprio plauso al Governo nazionale ricordando che "i tentativi fatti negli anni per riformare la costituzione non sono andati mai in porto, mentre ora, dando merito di questo a Renzi e alla sua maggioranza, c’è la possibilità di superare il sistema bicamerale, permettendo all'Italia di allinearsi alle piu' avanzate democrazie mondiali. Il si e' il consolidamento alla vita democratica e all'organizzazione della macchina pubblica, c'e' chi invece ha caricato troppo la cosa politicamente".
Oliverio, rispetto ad un possibile paragone con il precedente referendum sulle trivelle, ha evidenziato che "quest'ultimo era stato depotenziato perche' quattro dei cinque quesiti sono stati risolti da un intervento legislativo del Governo, mentre oggi c'e' la possibilita' di scrivere la storia del nostro Paese".
Ad affiancare il Governatore della Calabria al tavolo dei relatori, oltre al segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, anche il rettore dell’Università della Calabria Gino Crisci il quale ha aggiunto che "nonostante i dubbi che possono sorgere su una riforma così complessa, il referendum puo' dare una scossa al Paese per scrollarci di dosso le controversie del passato e rompere quella cappa di conservatorismo che spaventa, soprattutto in Calabria". Il sindaco di Decollatura Anna Maria Cardamone, ricandidata alle prossime amministrative, ha concluso sottolineando che "questo non deve essere un referendum pro o contro Renzi e saremo pronti a spiegare nei territori le ragioni del si' attorno a cui deve esserci la massima condivisione e conoscenza da parte dei calabresi".