Lo sostiene, in una dichiarazione, il deputato Alfredo D'Attorre, componente dell'Esecutivo nazionale di Sinistra Italia. "Per quanto si possa comprendere l'ansia di legittimazione e lo zelo da neofita del renzismo - prosegue D'Attorre - non si puo' non restare colpiti per l'enfasi e l'adesione incondizionata alla linea del Governo di fronte alla quale Magorno e Carbone rischiano di apparire quasi come dei renziani tiepidi e titubanti.
La stessa debolezza e genericita' delle argomentazioni addotte a sostegno della riforma Boschi confermano il carattere tutto politico della scelta di Oliverio, che mette il suo destino politico nella mani di Renzi, consegnandosi a una posizione subalterna e incompatibile con la possibilita' di difendere davvero gli interessi della Calabria". "Ma, come nel caso di Renzi - conclude il dirigente di Sinistra italiana - neppure a Oliverio il diversivo del referendum costituzionale servira' per coprire l'inadeguatezza di un'azione di governo sempre piu' lontana, sia per metodo sia per risultati, dalle aspettative suscitate in campagna elettorale".