Ma il rispetto che la Sua persona merita accostato al Suo recentissimo insediamento alla Procura di Catanzaro, per cui Lei ignora completamente l’impasse stagnante del procedimento in oggetto richiamato, mi obbligano a segnalarLe rispettosamente il caso de quo agitur nella consapevole certezza che non esiterà, in armonia con il Suo consolidato stile, ad adottare le opportune iniziative nel supremo interesse della Giustizia affinché il trattamento “riservato” al Sig. Delfino non debba ripetersi nei confronti di chicchessia>>. Questo è il contenuto dell’istanza rivolta in data 03/06/2016 al neo Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro da parte dell’Avv. Aurelio Chizzoniti che assiste la famiglia Delfino-Laganà unitamente al Dott. Steve Chizzoniti ed all’Avv. Francesco La Salvia del foro di Catanzaro. Il decesso del Sig. Giuseppe Delfino avvenuto a seguito di un duplice intervento operatorio eseguito alla fine di maggio 2015 presso il “Sant’Anna Hospital” fu duramente censurato dai familiari della vittima e dai difensori degli stessi che non esitarono a denunciare alla Procura della Repubblica Catanzarese il “duplice quanto subdolo tentativo da parte di taluni sanitari del Sant’Anna di eseguire l’autopsia (casareccia) sulla salma del Sig. Delfino indipendentemente dall’intervento dell’Autorità Giudiziaria”. “L’inquietante aneddotica del caso sub-iudice – sottolineano i difensori – è stata doviziosamente ripresa dall’On.le Dalila Nesci che ha seguito e segue con responsabile attenzione quanto verificatosi l’anno scorso in una cornice strana ed opaca al punto che a distanza di oltre un anno il CTU designato Prof. Pietrantonio Ricci – per altro invano ricusato dai difensori in sede di conferimento dell’incarico peritale – non ha ancora depositato i risultati autoptici nonostante la vigile attenzione del Dott. Aldo Barbaro consulente di parte”.