Al centro dell'inchiesta l'assunzione di 251 collaboratori per quattro progetti "tutti - secondo il capo d'imputazione - dal contenuto fumoso, privi di concretezza e di riferimenti alle modalita' di attuazione, nonche' carenti di accordi con le autorita' collegate cui i lavoratori erano destinati". Assunzioni che per la Procura avrebbero avuto fini "clientelari" perche' avvenute in concomitanza con le elezioni regionali del 2014 e quelle comunali a Lamezia del 2015. Per queste ultime, Ruberto, tra l'altro, era candidato a sindaco. L'ex presidente Ruberto deve rispondere anche di peculato per aver distratto parte dei fondi del "credito sociale", utilizzandoli per il pagamento degli stipendi dei collaboratori, "assunti illecitamente - secondo l'accusa contestata dalla Procura di Catanzaro - e funzionali esclusivamente ai propri interessi personali di natura clientelare". In questo modo Ruberto avrebbe arrecato un danno alla RegioneCalabria di oltre due milioni e 219 mila euro.