Va notato che queste dimissioni avvengono mentre si presenta ufficialmente il patto per la Calabria e per la Città metropolitana di Reggio Calabria, nei quali assume un ruolo determinante e strategico il futuro dell’area del porto di Gioia Tauro e non solo limitatamente allo scalo portuale ma anche per tutta l’area del retroporto con ben cinque zone industriali per un totale di oltre mille ettari di territorio urbanizzato e infrastrutturato, pronto ad accogliere insediamenti produttivi e, magari a fare ripartire quelli fin qui fatti e non decollati. L’Agglomerato industriale di Gioia Tauro ricade sotto le competenze della regione attraverso l’ASI di Reggio Calabria, che è il gestore, per conto della regione, e proprietario di alcune infrastrutture fondamentali come il depuratore consortile che serve l’intera area e raccoglie e depura i liquami di ben diciotto comuni della Piana, la cui gestione è stata affidata alla IAM.
In questo quadro e con queste prospettive si inserisce la riforma CORAP ed il previsto accorpamento delle ASI calabresi per farne uno strumento al servizio delle realtà locali, delle aziende e delle ipotesi di sviluppo. E’ chiaro quindi che la prima cosa da fare è quella di procedere speditamente alla istituzione definitiva ed operativa del visto che gli obbiettivi che la giunta regionale si era data ad agosto del 2015 sono stati raggiunti nei giorni scorsi, cioè l’approvazione dei bilanci di tutti i consorzi fino a tutto il 31.12.2014. E quindi è possibile costituire il CORAP entro la data prevista del 30 di giugno 2016.
Però bisogna fare chiarezza. A questo punto è indispensabile che il Presidente della Giunta Regionale dica chiaramente come sono andate le cose e, visto che il decreto istitutivo del CORAP è di sua esclusiva competenza, proceda immediatamente e senza ulteriori indugi, indecisioni e tentennamenti all’istituzione del CORAP nei tempi stabiliti da lui stesso e cioè entro il 30 giugno prossimo.
Per quanto riguarda il SUL, non consentiremo che si torni indietro rispetto ad una riforma su cui abbiamo espresso da lunghissimo tempo il nostro parere favorevole. E siamo pronti ad investire l'Autorità Giudiziaria nel caso in cui non si procedesse con i tempi e le modalità stabilite e concordate. Ricordiamo che i dipendenti ASI di Reggio Calabria devono ancora riscuotere stipendi per quasi una annualità e che questa situazione inconcepibile ha responsabilità precise, sia amministrative che politiche. Finora abbiamo preferito seguire la strada istituzionale della trattativa e dell'accordo sui passi da compiere in vista della piena attuazione della riforma. Tuttavia, se dovessimo ritenere che è tramontata la volontà di tenere fede a quanto stabilito con i sindacati, siamo pronti a chiedere alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria di accertare eventuali reati e responsabilità. Ora risponda il Presidente della Giunta Regionale.