Il ritardo non ha consentito alla Cassazione di pronunciarsi nei tempi fissati dalla legge sulla sentenza d'appello, determinando il ritorno alla libertà dei tre presunti imputati per la scadenza dei termini di carcerazione preventiva. Un grave danno all'immagine del sistema giudiziario soprattutto se rapportata alla pericolosità della 'ndrangheta ed alla necessità di combatterla nel modo più efficace.
La questione è stata sollevata da Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord Paolo: "E’ gravissimo – ha dichiarato - che tre esponenti della 'ndrangheta pericolosissimi per la società siano stati scarcerati, nonostante le gravi condanne subite nei primi due gradi di giudizio, semplicemente perché' il giudice della corte d'assise in Calabria non ha trasmesso in 11 mesi le motivazioni della sentenza di condanna alla corte di Cassazione".
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha reso noto di avere chiesto agli ispettori del suo minisetro "di acquisire notizie" sulla vicenda dei ritardi nella stesura delle motivazioni della sentenza di appello del processo "Cosa Mia". Compito degli ispettori, ha spiegato il ministro, e' "verificare la veridicità" della notizia pubblicata da "La Stampa", con l'aggiunta che, nel caso la vicenda fosse confermata, gli stessi ispettori dovrebbero "assumere le conseguenti iniziative". Insomma l’accaduto potrebbe avere conseguenze per chi se n’è reso responsabile. Pesante la presa di posizione, su quanto e' accaduto, dei componenti del Movimento 5 Stelle della Commissione antimafia. "Non riusciamo a comprendere - hanno sostenuto - i motivi di questo inaccettabile ritardo da parte del giudice Stefania Di Rienzo che, non depositando le motivazioni della sentenza, ha permesso la scarcerazione degli imputati del processo 'Cosa mia'. Un'inchiesta nata nel 2010 grazie al procuratore Pignatone, che aveva svelato anche gli affari connessi alla costruzione dell'autostrada Salerno-Reggio. Un processo che l'anno scorso ha visto confermate in Corte di Appello le condanne per 42 imputati. Il tutto aveva bisogno solo del passaggio in Cassazione per avere la condanna definitiva, ma le motivazioni, dopo 11 mesi non sono arrivate, e così sono decorsi i termini. Come si può avere fiducia di questa Giustizia?". Il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, ha presentato un'interrogazione al Ministro Orlando, parlando di "drammatica' situazione del sistema giudiziario in Calabri e, in particolare, rispetto a quanto accaduto nel processo 'Cosa Mia'". Sulla vicenda si e' mosso anche il Csm. La prima Commissione, ha chiesto al Comitato di presidenza l'apertura di una pratica sul ritardo nelle motivazioni della sentenza del processo "Cosa Mia". Infine, la Commissione antimafia, presieduta da Rosy Bindi. L'organismo ha chiesto al Governo "di fare luce sulla vicenda" ricordando che "solo poche settimane fa la Commissione ha approvato una dettagliata relazione sulla situazione degli uffici giudiziari della Calabria in cui si denunciavano le carenze di organico e il drammatico arretrato accumulato negli uffici di Reggio e Catanzaro".