Opera che gia' nella parola 'Lorsignori' si rifa' ai celebri corsivi di Fortebraccio e che e' permeata, a detta dello stesso autore, da una forte preoccupazione per il futuro della politica. "Assistere oggi alla politica e' un avvilimento, basta guardare ai ballottaggi e all'assenza di sogni, di utopie" negli interventi dei candidati, osserva Loiero soffermandosi poi sul profilo di Renzi e sull'effetto, spesso negativo, che il carattere ha sui politici. Il premier e' "un personaggio incredibile ma non si accorge che in Italia i risentimenti, piu' dei sentimenti, covano a lungo per poi rimettersi insieme nel momento in cui una persona comincia a scricchiolare", e' l'esempio fornito da Loiero. E sulla solitudine di Renzi e sui rischi ad essa legata, sebbene il premier talvolta "la esibisca e la ostenti", si sofferma anche la presidente della commissione Affari Costituzionali Anna Finocchiaro. La senatrice soffermandosi sui ritratti di Agazio, definisce il governo Prodi I "il migliore della storia repubblicana" e condivide, con l'autore, "la crisi della classe dirigente italiana". Una classe dirigente che spetta ai partiti "e non al web e neppure alle primarie" selezionare, osserva. Sull'uscita di scena di Berlusconi, sulla quale Agazio si sofferma interrogandosi su quale sia il modo migliore per farsi da parte, Finocchiaro invece frena. "Se a Milano vincesse Parisi Berlusconi non avrebbe solo conquistato una citta' ma avrebbe compiuto un'opera da grande statista tenendo il suo centrodestra in un'area liberale, non xenofoba, non populista", spiega.