Fazzalari e' una figura di primo piano della 'Ndrangheta: il suo nome compare tra i sette che il Viminale ha inserito nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità. Personaggi del calibro di Matteo Messina Denaro e Giovanni Motisi, Rocco Morabito e Giulio Giorgi, Attilio Cubeddu e Marco di Lauro. In sostanza, il gotha della criminalita' italiana. "Era un killer spietato" ha sottolineato il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho ricordando che fu uno dei protagonisti della faida che insanguinò Taurianova tra il '91 ed il '92.
Si tratta del "secondo ricercato della lista per importanza dopo Messina Denaro" dicono i carabinieri, che hanno indagato in silenzio e senza suscitare alcun sospetto per oltre un anno. Un'indagine resa ancora piu' difficile dall'omertà con cui hanno dovuto fare i conti gli investigatori e dalle caratteristiche del territorio dove Fazzalari si nascondeva, zone dove e' difficilissimo muoversi senza essere scoperti. Non e' un caso che Cafiero de Raho abbia voluto sottolineare che quel che ha dato maggior soddisfazione e' proprio aver preso il boss "in un territorio dove le 'ndrine controllano ogni zolla di terreno".
La notizia dell'arresto l'ha data Matteo Renzi via twitter: "preso nella notte dai carabinieri boss Fazzalari, Grazie e giudici e forze dell'ordine" ha scritto il premier, che poi su Facebook ha definito quella di oggi una "bellissima domenica": "continuiamo a combattere la criminalita' ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare - ha sottolineato - Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato".
Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano, quello messo a segno oggi da inquirenti ed investigatori "e' uno dei gol piu' belli. La fuga dei criminali - ha aggiunto - ha sempre un termine, alla giustizia non si sfugge. Sono queste le vittorie che ci confortano e ci sostengono nel cammino difficile, ma possibile, contro il crimine organizzato. E sono il premio per un lavoro incessante delle forze dell'ordine e dei magistrati".
Fazzalari e' stato bloccato in una villetta a monte Trepitò, una frazione di Molochio, zona impervia ai piedi dell'Aspromonte. La casa era protetta da una porta blindata e si trovava all'interno di un comprensorio con altre abitazioni tutte uguali, a sua volta protetto da un cancello. Li' il boss si sentiva al sicuro anche se, dicono gli investigatori, non viveva come un recluso: "si muoveva continuamente", forte della protezione della sua gente. Il blitz e' scattato in piena notte: gli uomini dei reparti speciali - il Gis - hanno fatto saltare in aria la porta con una piccola carica esplosiva e sono entrati nell'abitazione mentre i Cacciatori di Sardegna e i reparti del comando provinciale di Reggio Calabria hanno messo in sicurezza la zona, chiudendo tutte le possibili vie di fuga.
Fazzalari era a letto con la sua compagna (anche lei arrestata) ed e' stato sorpreso nel sonno. Quando ha capito, il boss non ha opposto resistenza, ha ammesso che era proprio lui e si e' lasciato ammanettare. In casa i carabinieri hanno trovato una pistola, due caricatori e, soprattutto, una serie di documenti cartacei e informatici che ora dovranno essere analizzati e potrebbero rivelarsi molto utili per le indagini. "E' stata un'operazione corale, da manuale - ha spiegato il comandante generale dell'Arma, Tullio del Sette - e' il coronamento di un'intensa e articolata attivita' di indagine".
La notizia dell'arresto l'ha data Matteo Renzi via twitter: "preso nella notte dai carabinieri boss Fazzalari, Grazie e giudici e forze dell'ordine" ha scritto il premier, che poi su Facebook ha definito quella di oggi una "bellissima domenica": "continuiamo a combattere la criminalita' ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare - ha sottolineato - Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato".
Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano, quello messo a segno oggi da inquirenti ed investigatori "e' uno dei gol piu' belli. La fuga dei criminali - ha aggiunto - ha sempre un termine, alla giustizia non si sfugge. Sono queste le vittorie che ci confortano e ci sostengono nel cammino difficile, ma possibile, contro il crimine organizzato. E sono il premio per un lavoro incessante delle forze dell'ordine e dei magistrati".
Fazzalari e' stato bloccato in una villetta a monte Trepitò, una frazione di Molochio, zona impervia ai piedi dell'Aspromonte. La casa era protetta da una porta blindata e si trovava all'interno di un comprensorio con altre abitazioni tutte uguali, a sua volta protetto da un cancello. Li' il boss si sentiva al sicuro anche se, dicono gli investigatori, non viveva come un recluso: "si muoveva continuamente", forte della protezione della sua gente. Il blitz e' scattato in piena notte: gli uomini dei reparti speciali - il Gis - hanno fatto saltare in aria la porta con una piccola carica esplosiva e sono entrati nell'abitazione mentre i Cacciatori di Sardegna e i reparti del comando provinciale di Reggio Calabria hanno messo in sicurezza la zona, chiudendo tutte le possibili vie di fuga.
Fazzalari era a letto con la sua compagna (anche lei arrestata) ed e' stato sorpreso nel sonno. Quando ha capito, il boss non ha opposto resistenza, ha ammesso che era proprio lui e si e' lasciato ammanettare. In casa i carabinieri hanno trovato una pistola, due caricatori e, soprattutto, una serie di documenti cartacei e informatici che ora dovranno essere analizzati e potrebbero rivelarsi molto utili per le indagini. "E' stata un'operazione corale, da manuale - ha spiegato il comandante generale dell'Arma, Tullio del Sette - e' il coronamento di un'intensa e articolata attivita' di indagine".