L'operazione è stata chiamata "Due mari" e il filone italiano dell'inchiesta, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha permesso di identificare 15 narcotrafficanti accusati di aver importato in Italia oltre 240 kg di Cocaina purissima.
Le fiamme gialle hanno anche monitorato le transazioni monetarie finalizzate alla consegna del denaro necessario per finanziare l'acquisto dello stupefacente. In alcune occasioni, in particolare, l'organizzazione si è avvalsa di una struttura parallela dotata di un'apposita batteria di corrieri che prelevavano il denaro dagli acquirenti calabresi per poi farlo giungere ai fornitori d'oltreoceano. L'organizzazione aveva come principali promotori due fratelli punti di riferimento e capisaldi storici del narcotraffico internazionale nella Locride.
La tranche italiana dell'operazione, per la specificità dell'organizzazione indagata, ha permesso la nascita della più ampia attività di livello mondiale condotta dalla Dea americana, meglio nota come operazione "Angry Pirate Due", svolta contestualmente in diversi paesi del mondo, avente come denominatore comune gli stessi fornitori e, in alcuni casi, anche gli stessi clienti indagati nell'operazione "Due mari".
L'attività sinergica tra i finanzieri di Catanzaro e la Dea, supportata dalla collaborazione della Cbp e della Panama Express Strike Force North (Panex-n) statunitensi, ha consentito di organizzare, insieme alle forze di polizia nazionali, altre operazioni in varie parti del mondo, tra cui Colombia, Costa Rica, Panama, Messico, Brasile, Cile, Venezuela, Repubblica Dominicana ed Ecuador.
Le conseguenti indagini condotte dalla Dea in Sudamerica hanno portato ad individuare 7 laboratori clandestini, sequestrare circa 11 tonnellate di Cocaina e arrestare in flagranza di 111 persone.
Le indagini in Colombia, che hanno permesso di eseguire in quel territorio 22 arresti, hanno consentito anche l'identificazione dei membri chiave dell'Esercito di liberazione nazionale (Eln), organizzazione terroristica responsabile di reati di estorsione, sequestro di persona e omicidio, oltre al traffico di stupefacenti.
Quest'ultima, insieme alle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), garantiva la sicurezza del trasporto dello stupefacente dai laboratori ai punti di deposito costieri, dove passava sotto il controllo dei "los urabenos bandas criminales" (bacrim) che ne garantivano la fuoruscita in sicurezza dalla Colombia. La Cocaina veniva così caricata su grandi navi mercantili, su imbarcazioni da pesca o su barche "go-fast" per essere trasportata verso i paesi di transito, come il Costa Rica, la Repubblica Dominicana e Panama, per essere successivamente inviata in Europa e negli Stati Uniti.