Al centro delle indagini del Ros una delle più pericolose e violente cosche della 'ndrangheta, con a capo Francesco Muto, di Cetraro, detto il "Re del pesce", che, secondo gli investigatori, ha monopolizzato per oltre 30 anni le risorse economiche del territorio curando fino al dettaglio la commercializzazione dei prodotti ittici, in un'area a forte impatto turistico, dei servizi di lavanderia delle strutture alberghiere e della vigilanza in favore dei locali d'intrattenimento.
Tra gli arrestati, oltre il boss, anche i figli Luigi e Mary (detta Mara). Alcune ordinanze sono state notificate in carcere a diversi pregiudicati, ritenuti intranei o vicini alla cosca. Coinvolto anche Maurizio Rango, gia' detenuto, esponente di spicco delle cosche operanti a Cosenza. I carabinieri stanno effettuando, ancora adesso, diverse perquisizioni in vari luoghi del cosentino.
Parallelamente le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno documentato un traffico di stupefacenti che, sotto il controllo del clan Muto, inondava di cocaina, hascisc e marijuana le principali località balneari della costa tirrenica calabrese, tra cui le note Diamante, Scalea e Praia a Mare. Nel corso dell'operazione sono anche stati sottoposti a sequestro beni per circa 7 milioni di euro.