"Per parte mia - ha detto ancora il presidente Bova - sono fortemente convinto dell'operato delle Procure di Reggio CALABRIA e Catanzaro per il duro lavoro investigativo cui stanno dando corpo, soprattutto in direzione della cosi'ddetta 'zona grigia', ambito in cui maturano i 'patti leonini' tra politica compromessa, 'ndrangheta e massoneria deviata. E non a caso uso il termine 'deviata', proprio per distinguere le diverse obbedienze, piu' o meno occulte o riservate, questioni di cui pero' non conosco le dinamiche, per evitare generalizzazioni, commistioni, depistaggi, strumenti di cui l'Italia, purtroppo, e' vittima da decenni.
E proprio per esigenza di chiarezza ed evitare il gioco al massacro di chi sente di essere estromesso dall'esercizio del potere, avevo convocato in Commissione nelle settimane scorse l'avv. Minicelli, esponente di primissimo piano del Grande Oriente d'Italia, il quale con assoluta chiarezza e pubblicamente aveva espresso il suo allarme in relazione alla pericolosita' del tasso di infiltrazione delle logge massoniche in CALABRIA da parte della ndrangheta. Personalmente, sono figlio della cultura del vecchio Pci, che nello suo Statuto aveva dichiarato incompatibile l'iscrizione al partito e l'appartenenza a logge massoniche. E resto di quell'idea, tant'e' che ho appena completato la stesura di un progetto di legge, che presentero' al Consiglio regionale, in base al quale burocrati e consiglieri dichiarino la non appartenenza a logge massoniche o associazioni comunque segrete o riservate. Lascero' il testo in evidenza sul sito del Consiglio regionale affinche' chiunque possa contribuire alla formulazione finale del testo, con l'obiettivo, al rientro dalle ferie estive, di chiederne la discussione nell'apposita Commissione consiliare e, successivamente, portarlo all'approvazione finale dell'Assemblea"