ZAIA (Lega): Più autonomia a regioni del Nord. Renzi vuol fare diventare in Veneto come la Calabria

ZAIA (Lega): Più autonomia a regioni del Nord. Renzi vuol fare diventare in Veneto come la Calabria
"A quel vasto contenzioso dinanzi alla Corte Costituzionale tra Stato e Regioni hanno senz'altro contribuito le incompiute riforme federaliste attuate finora, ma certamente la riforma costituzionale di Renzi puo' solo peggiorare la situazione, perche' fa si' che non sia la Calabria a diventare come il Veneto ma viceversa".

Il  presidente del Veneto, Luca Zaia, torna cosi' sul tema dell'autonomia da dare alle Regioni, anche in vista del referendum di ottobre sulla riforma Boschi. "La formula costituzionale che in Italia sarebbe veramente in grado di raddrizzare la situazione e' quella di meno Stato al Nord e piu' Stato al Sud - evidenzia Zaia -. Da un lato questo risponderebbe alle esigenze del Meridione, spesso governato da aministrazioni locali altamente inefficienti, tanto che le popolazioni approverebbero sicuramente questa prospettiva. Dall'altro, ridurrebbe la presenza dello Stato al Nord, dove operano amministrazioni regionali e locali che funzionano e i cui modelli di organizzazione, come quello della sanita' in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, sono eccellenze mondiali, come dimostrano i dati OCSE che li pongono ai vertici assoluti nel rapporto tra qualita' e costo del servizio.

Il punto di forza di questi sistemi e' la differenziazione: il modello lombardo e' diversissimo da quello toscano, quello veneto da quello emiliano e cosi' via. In questi ambiti l'eccesso di presenza delle amministrazioni statali produce solo inutile burocrazia e rallenta lo sviluppo economico".

     Per Zaia questo processo virtuoso potrebbe essere realizzato attraverso il federalismo differenziato, previsto dall'attuale art.116, III comma, della Costituzione. "In questa direzione si muove il referendum della Regione del Veneto sulla maggiore autonomia - conclude il presidente -: occorre riconoscere a chi e' virtuoso forme rafforzate di autonomia e conseguenti forme di finanziamento, come e' avvenuto in alcune Regioni speciali. Riportare il centralismo in queste realta' produrrebbe solo una eguaglianza al ribasso, facendo perdere ai cittadini il livello di servizi di cui oggi beneficiano".