LOCRI. Il dottor Domenico Calabrò il 5 ottobre dal Gup. Il Pm lo accusa: truffa e concorso formale. SIMU

LOCRI. Il dottor Domenico Calabrò il 5 ottobre dal Gup. Il Pm lo accusa: truffa e concorso formale. SIMU
locrihosp È fissata per il 5 ottobre l’udienza preliminare per il dottor Domenico Calabrò davanti al gup di Locri Caterina Capitò. Per il medico, difeso dall’avvocato Luca Maio, il sostituto procuratore di Locri Ezio Arcadi, lo scorso 19 febbraio, aveva chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di aver goduto per anni di scatti di carriera grazie «ad artifizi e raggiri», guadagnando ingiustamente a danno dell’azienda sanitaria reggina. Tutto parte da una denuncia della Uil Fpl, la cui segreteria provinciale, composta da Nicola Simone, Nuccio Azzarà e Francesco Politanò, ha sottoposto all’attenzione della Procura la vicenda riguardante Calabrò, «che ha costruito la propria carriera con documentazione non veritiera», denunciavano i tre.

L’atto firmato da Arcadi, con il quale veniva comunicata al medico l’indagine in corso, porta un lungo elenco di delibere, che testimoniano gli incarichi affidati al dottore a partire dal 1993, anno in cui il pm fa risalire l’origine del reato contestato, ovvero truffa e concorso formale.

Il punto di partenza, secodo gli inquirenti, è «una falsa nota di incarico» datata 27 maggio 1993, in virtù della quale, scrive il pm, «il coordinatore sanitario del tempo assegnava l’indagato, tre anni e mezzo prima che conseguisse la relativa specializzazione, all’ambulatorio di allergologia e immunologia clinica del polo ospedaliero di Locri, strutture in realtà inesistenti».

E a guardare il curriculum del dottor Calabrò, per i pm, emerge proprio che la specializzazione, conseguita all’università di Messina, porta la data del 21 ottobre 1996. Da lì l’allergologo, accusa il magistrato, si sarebbe fatto riconoscere dall’amministrazione sanitaria «servizi in realtà non prestati in qualità di allergologo dal 27 maggio del 1993 al 18 maggio del 1997», inducendo l’amministrazione dell’ex Asl di Locri prima e dell’Asp reggina poi ad attribuirgli ruoli di responsabilità: dall’incarico provvisorio di responsabile della struttura complessa di allergologia e immunologia clinica; all’incarico quinquennale di dirigente medico e responsabile della struttura complessa di allergologia e immunologia clinica; passando per l’incarico di direttore del dipartimento ospedaliero di medicina a Locri; l’incarico di direttore di struttura complessa di allergologia e immunologia clinica con contratto quinquennale; l’incarico di direttore del dipartimento area ospedaliera dell’Asp di Reggio Calabria nonché di direttore della struttura complessa di allergologia e immunologia dell’ospedale di Locri per tre anni e altro ancora, arrivando, come ultima assegnazione, al rinnovo dell’incarico di direttore della struttura complessa di pneumologia dell’ospedale spoke di Locri per altri tre anni, a partire dal primo gennaio 2015. Azioni, spiega il pm, che gli avrebbero procurato un «ingiusto profitto costituito da progressioni in carriera che in realtà non gli potevano essere riconosciute e dai collegati emolumenti economici, con corrispondente danno all’Ente pubblico». (simu)