SEBI ROMEO (Pd). I cittadini di Archi si liberino delle cosche che infestano quel quartiere

SEBI ROMEO (Pd). I cittadini di Archi si liberino delle cosche che infestano quel quartiere
"La protesta contro i migranti, inscenata nel quartiere di Archi, uno dei piu' fragili della citta', riporta alla nostra attenzione quella che e' la difficile condizione economica e sociale in cui versano le periferie di molti agglomerati urbani, compreso Reggio Calabria". Lo afferma Sebi Romeo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale. "Nello specifico, e al di la' della presenza dei migranti, Archi paga anche lunghi anni di scelte sbagliate, a partire dalle politiche sulla casa che, di fatto, hanno creato solo ghetti e disagi sociali. Un quartiere difficile da vivere e sul quale il sindaco Falcomata' ha investito con costanza, fin dal suo insediamento, riuscendo a raggiungere una serie di risultati mai avuti in precedenza.

Di certo, pero', le scelte politiche sbagliate del passato non sono la matrice unica della condizione di difficolta' dentro la quale vivono gli abitanti di Archi, non possiamo, infatti, non porre lo sguardo sul massimo elemento di degrado: Archi e' un quartiere infestato da pericolosissime cosche di 'ndrangheta ed i cittadini dovrebbero manifestare per pretendere la cacciata di elementi riferibili alla criminalita' organizzata. La lotta di liberazione da questa asfissiante cappa di criminalita' - prosegue Romeo -, da ogni tipo di commistione e di connivenza deve necessariamente stare al primo posto per portare a compimento una condizione di sviluppo che sia duratura e riqualificante. Una lotta congiunta che deve vedere sullo stesso fronte i cittadini, la Chiesa, le Forze dell'ordine, la Prefettura, il mondo della scuola e della formazione, le associazioni di volontariato". "Insieme a tali organismi - spiega - propongo che la Regione Calabria ed il Comune svolgano una grande assemblea, utile a stabilire, proprio insieme agli abitanti di Archi, in gran parte persone rette e per bene, una serie di iniziative e di percorsi di riscatto che aiutino il quartiere ad uscire dalla condizione di isolamento ed abbandono che avverte ormai da decenni, in linea con le politiche di contrasto alla ndrangheta sinora attuate dal presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio.

Non e' strumentalizzando facili impulsi razzisti che ad Archi si vivra' meglio, inutile addossare sui migranti la responsabilita' del disagio quotidiano, vissuto ormai da lungo tempo. Sara' dovere delle istituzioni continuare a porre in essere politiche sociali e di assistenza in grado di ridare una prospettiva di sviluppo e di coesione sociale a questa comunita', perseguendo condizioni di convivenza civile, gettando le basi affinche' la conoscenza ed il sapere diventino fonte unica di curiosita' e stimolo anche per i piu' giovani, anche attraverso il tempo pieno negli istituti scolastici, per esempio. Cosi' come ribadisco, ancora una volta, il necessario apporto di ognuno nell'allontanare ogni forma di criminalita' da questa comunita', spezzando le catene dell'omerta' e della connivenza, liberando il quartiere dal controllo delle cosche criminali, nonche' l'imprescindibile rispetto delle regole per la civile convivenza e delle leggi in vigore nel nostro ordinamento, da parte dei cittadini reggini al pari dei cittadini stranieri. Nessuno puo' sentirsi esentato dall'osservanza delle normative vigenti, nemmeno i migranti". "Lavoriamo- conclude il capogruppo - affinche' Archi diventi simbolo di legalita' e di socialita' tra popoli e culture, stimolando le virtu' dei suoi cittadini piuttosto che sfruttare la loro disperazione come scudo in proteste di misero valore umano, e per impedire che la destra neo fascista perpetui i danni che, con le sue trame nere, a partire dagli anni settanta, ha causato ad Archi ed a tutta la nostra citta'"