VIBO. Scatta “Settimo sigillo” tre arresti (anche un prete) per prostituzione e corruzione minorile

VIBO. Scatta “Settimo sigillo” tre arresti (anche un prete) per prostituzione e corruzione minorile
Nelle prime ore della mattinata odierna la Squadra Mobile di Vibo Valentia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, a carico di:
 1. M.I., di nazionalità bulgara, pregiudicato;
2. P.F.A., pensionato;
3. L.R.F. sacerdote;
 ritenuti responsabili, a diverso titolo, della commissione dei reati di prostituzione minorile e corruzione di minorenne aggravati (artt. 600 bis e 609 quinquies c.p.).

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile vibonese traevano spunto dalle investigazioni avviate in ordine all’omicidio di FIORILLO Francesco, avvenuto a Vibo Valentia lo scorso 16/12/2015, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

 Nel corso di attività tecnica d’intercettazione, avviata nei confronti di persone ritenute vicine alla vittima, al fine di individuare gli autori ed il movente del suddetto delitto, emergevano chiari ed incontrovertibili elementi di responsabilità a carico dei tre arrestati, con riguardo ai reati di prostituzione minorile e corruzione di minorenne.  In particolare, il bulgaro M.I. proponeva agli altri le prestazioni sessuali di un quindicenne straniero, chiedendo in cambio un corrispettivo in denaro per entrambi.

 Dalle intercettazioni telefoniche si ha modo di apprendere, in modo esplicito, che sia P.F.A. che il sacerdote L.R.F. hanno accettato la proposta pagando, a fronte delle prestazioni sessuali del ragazzo, la cifra di 50 euro che M.I. e la vittima hanno diviso, rispettivamente, nella misura di 20 e 30 euro a testa. Le ulteriori indagini, eseguite con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, competente per il reato di prostituzione minorile, e nello specifico del Procuratore Capo dr Nicola GRATTERI, del Procuratore Aggiunto dr Vincenzo LUBERTO e del Sost. Procuratore dssa Debora RIZZA, hanno permesso di accertare che M.I., non esitava a coinvolgere nei turpi incontri anche altri minori, allorquando gli si presentava l’occasione.

 L’operazione di P.G. è stata convenzionalmente denominata “Settimo Cerchio”.